Canoni di locazione, accolto parzialmente ricorso del Catanzaro calcio contro la Provincia a guida Bruno

La società giallorossa dovrà rimborsare solo 5 mensilità

Passi in avanti nel procedimento relativo al ricorso del Catanzaro calcio contro il decreto ingiuntivo fatto dalla Provincia di Catanzaro, guidata dall’allora presidente Enzo Bruno.  Il tribunale ha infatti accolto, parzialmente, il ricorso proposto dall’ avvocato Sabrina Rondinelli, stabilendo che il Catanzaro deve le sole spese dei canoni di locazione ma non le ulteriori spese che la Provincia chiedeva e che erano state pagate dall’ Us Catanzaro all’epoca guidata dall’ex presidente Giuseppe Cosentino.

Con atto di citazione ritualmente notificato, la Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Catanzaro, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro
proponendo opposizione avverso il decreto ingiuntivo n. 352/16 emesso dal Tribunale di Catanzaro in favore dell’opposta per omesso pagamento del canone per la concessione in uso, a far data dal 26.7.2013, dell’impianto di calcio, compresi locali spogliatoio, servizi e magazzini presso il “Poligiovino”.  Si costituiva l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro chiedendo il rigetto dell’opposizione poiché infondata

Il decreto ingiuntivo è un accertamento anticipatorio

Il decreto ingiuntivo è un accertamento anticipator,  con la conseguenza che oggetto del giudizio di opposizione non è tanto la valutazione di legittimità e di validità del
decreto ingiuntivo opposto, quanto la fondatezza o meno della pretesa creditoria.  Venendo, quindi, al caso di specie, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha chiesto l’emissione del decreto ingiuntivo nei confronti della Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. al fine di ottenere il pagamento della somma complessiva di € 16.2500,00, di cui € 12.000,00 a titolo di canoni dovuti, stante il mancato pagamento del canone per due annualità, ed € 4.250,00 a titolo di rimborso forfettario per utenze, avendo il conduttore versato l’importo dovuto per sole 11 mensilità e non per le 28 maturate alla data del novembre 2015. A sostegno del credito, l’Amministrazione ricorrente ha depositato il contratto del 26.07.2013 intercorso fra le parti, con il quale l’Amministrazione ha concesso l’uso dell’impianto di calcio, compresi locali spogliatoio, servizi e magazzini presso il “Poligiovino” sito in Catanzaro, quartiere Lido, di sua proprietà.

Il Catanzaro ha opposto l’inadempienza della Provincia perchè il campo non era idoneo

A fondamento dell’opposizione svolta la società ha eccepito, piuttosto, una inadempienza del proprietario del campo di calcio concesso in uso affermando che il campo non era idoneo all’uso
prefissato nel contratto e che presentava dei vizi occulti che lo rendevano inutilizzabile. La società ha affermato, quindi, di aver sostenuto delle spese per i lavori di manutenzione e che gli
esborsi sostenuti dalla società per rendere il bene locato conforme all’uso superavano la morosità
contestata dal proprietario.
Ma secondo i giudici   le mancanze imputate alla parte locatrice non possono considerarsi, neppure in astratto, rientranti nei presupposti sanciti dall’art. 1578 c.c. per l’accoglimento della domanda di riduzione del canone di locazione pattuito.  In particolare la società, pur lamentando le sopra riportate criticità  non ha né dedotto, né tanto meno dimostrato, di avere offerto alla parte locatrice la restituzione dell’immobile, in epoca antecedente, concomitante o posteriore alla sospensione dei pagamenti. Tanto dimostra, senza margine di dubbio, che la res locata sia stata concretamente
utilizzata, dall’odierno convenuto, ad onta delle carenze manutentive, ovvero dei vizi denunziati in giudizio.

Le spese sostenute dal Catanzaro non giustificano l’autosospensione del canone

Le spese sostenute da parte opponente per la manutenzione del bene locato, pertanto, non giustificano in alcun modo l’illegittima autosospensione dal pagamento del canone.
Con riguardo, infine, al mancato pagamento delle utenze, la società  ha eccepito di aver corrisposto l’importo dovuto forfettario pari a complessivi euro 5.750,00 ed ha prodotto due
bonifici inoltrati all’Amministrazione convenuta dai quali risulta il pagamento complessivo di € 5.750,00, pari alla somma dovuta per il rimborso forfettario per le utenze per complessive 23
mensilità (€ 3.000,00 per i mesi da agosto 2013 a luglio 2014, 12 mensilità, ed € 2.750,00 per i mesi da agosto 2014 a giugno 2015, 11 mensilità) (cfr. all. fasc. opponente).
Parte opposta non ha contestato in modo specifico tale produzione documentale sicchè deve reputarsi non contestato il versamento dell’importo di € 5.750,00
per il pagamento delle utenze per 23 mensilità, stante il principio generale, afferente il regime probatorio, di contestazione specifica ex art 115 cpc in forza del quale, in assenza
di contestazione specifica, si determina l’effetto della relevatio ab onere probandi a favore della parte che ha allegato il fatto.

La società risulta morosa per 5 mensilità e il decreto ingiuntivo viene revovato

Pertanto, contrariamente a quanto affermato dall’Amministrazione, rileva il Tribunale, alla luce del compendio probatorio, che la Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. risulta morosa nei
confronti dell’opposta per il pagamento degli oneri accessori come previsto in contratto relativamente a 5 mensilità per complessivi € 1.250,00.

Conseguentemente, alla luce di quanto sopra esposto, l’opposizione proposta dalla Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. contro il decreto ingiuntivo n. n. 352/16 emesso dal Tribunale di Catanzaro deve essere accolta con revoca del decreto opposto e la Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. deve essere condannata al pagamento in favore dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro
dell’importo complessivo di € 13.250,00, a titoli di canoni ed oneri accessori non pagati, oltre
interessi dalle rispettive scadenze al saldo.