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Gabriele vola fino a lassù, dove osano le aquile. Fino a lassù, per abbracciare papà Paolo

Gabriele, ora sai chi era tuo padre. Catanzaro, ora sai chi sono i tifosi del Catanzaro. Ciao Paolo

Hai visto Gabri? Ti hanno portato in trionfo, ti hanno fatto volare, ti hanno lanciato in aria. Fino al cielo. Fino a papà. Sei andato lassù, dove osano le aquile. Sei andato lassù, dove papà ti guarda felice e soddisfatto. I giocatori del tuo amato Catanzaro hanno fatto esattamente quello che tuo padre desiderava più di ogni altra cosa al mondo: ti hanno fatto emozionare. Bravi loro, bravi tu. Guarda Gabriele, guarda il presidente Noto come è felice nel vederti volare con un sorriso pieno di gioia. Guarda il mister come ti ha voluto vicino in uno degli allenamenti più importanti della stagione. E poi, caro Gabriele, ascolta bene quella sensazione di vuoto nel pancino quando vai su e giù. Si chiamano emozioni.

Vedi Gabri, papà si sentiva in quel modo ogni volta che giocava il Catanzaro. Si, tuo padre aveva un vuoto alla stomaco e ad ogni gol dei giallorossi si sentiva volare. Poi, purtroppo, ritornava giù con le delusioni e sentiva il vuoto dentro. Ma non ha mai mollato Gabri. Mai. Quel vuoto lo sapeva riempire con il suo amore, la sua fede, la sua passione. Esattamente tutto quello che ti ha lasciato. Gabriele, devi essere orgoglioso di essere figlio di tuo padre. Perchè papà era buono, giusto, leale, rispettoso. Amava le cose belle e le cose semplici. Si riempiva d’amore con una trasferta, una sciarpa, una passeggiata con mamma e una carezza a te e tua sorella. Non aveva malizia, cattiveria, invidia. Gabriele, papà era un esempio. E di lui, caro nostro figliolo giallorosso, devi custodire le cose più importanti attraversa una fede calcistica. Capirai, tra qualche anno, che il suo amore per il Catanzaro era figlio di un animo nobile, uno di quelli di cui andar fieri. Capirai, caro Gabriele, che i tuoi beniamini che ieri ti hanno portato in trionfo , da ieri sono i tuoi primi fans perchè hanno visto un bambino educato, intelligente, amorevole. E sai perchè? Perchè eri figlio di Paolo e sei la forza di tua mamma, una donna straordinaria con una spirito che va oltre il limite umano. Paolo, tuo figlio è venuto a trovarti nel posto in cui sapeva di trovarti. All’allenamento prima dei play off. E non temere, sapremo guardarlo ai distinti anche senza la tua presenza. Ce ne prenderemo cura.

CIAO PAOLO, GRAZIE GABRIELE

Paolo, ciao. Ciao e grazie per quello che sei stato e per quello che hai lasciato: una famiglia unica. Tua moglie guida verso la strada giusta decine di bambini e non ha negli occhi il dolore che dentro la scuote con un terremoto di emozioni. E’ forte Paolo, stai sereno. I tuoi bimbi andranno avanti e ti assicuriamo che sanno e sapranno sempre più chi sei stato. Ti conoscono come tifoso, ma tutti ti apprezzano come uomo. Gabriele, grazie. Grazie perchè tuo padre vive in te e sapremo rivederlo. Grazie perchè hai unito una squadra e un allenatore attorno ad un valore. Hai mostrato a questi giocatori cosa significa tifare Catanzaro. Ora, grazie a te e tuo padre, giocheranno i play off con la consapevolezza che c’è gente che per una “fede” riesce a fregare anche la morte. Gabriele, ora sai chi era tuo padre. Catanzaro, ora sai chi sono i tifosi del Catanzaro. Ciao Paolo. 

Il piccolo Gabriele in campo all’allenamento del Catanzaro. Il suo papà Paolo da lassù ne sarà contento