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Museo del Mare di Catanzaro, ai ferri corti Comune e Regione

Il presidente ff Spirlì non riceve l’assessore Cardamone nonostante le ripetute richieste: “Siamo allo sgarbo istituzionale. O forse il Museo non rientra più tra gli obiettivi strategici della Regione, come pure sosteneva la presidente Santelli”

Un mistero corre sul breve tratta di strada che intercorre tra la Cittadella di Catanzaro sede della Regione Calabria e Palazzo de Nobili casa del Comune capoluogo: perché mai il presidente Nino Spirlì non vuole ricevere l’assessore comunale alla Cultura Ivan Cardamone, nonostante le numerose richieste in tal senso fatte pervenire al facente funzioni e alla sua segreteria? Cardamone, naturalmente, non vuole incontrare Spirlì perché ha da raccontargli una bagattella personale, ma perché vorrebbe sollecitarlo a rendere agevole l’ultimo miglio nautico che manca per realizzare l’agognato Museo del Mare e delle Tradizioni marinare cui Cardamone sta lavorando da più di due anni e che rappresenta un tassello importante dell’intero progetto del Porto di Catanzaro. Cardamone, insieme ai due Settori interessati di Cultura e Patrimonio, ha intessuto fin dal 2018 una fruttuosa collaborazione con il Galata Museo del Mare di Genova, di consolidata e riconosciuta tradizione, facendone il proprio advisor tecnico che, nel giugno 2019 consegnò lo studio di fattibilità all’amministrazione catanzarese. Né fu trascurato, e anzi perseguito, l’obiettivo di poter dotare il progettato nuovo Museo dell’attrattore principale, sul modello del Galata, prevedendo l’installazione “a secco”, ovvero su terraferma in prossimità dell’edifico museale, di un sommergibile della classe Sauro. Anche in questa direzione si ottenne la disponibilità del ministero della Difesa e del Comando generale della Marina militare che consentì la prelazione a titolo gratuito del sommergibile Di Cossato conservato in stato di disarmo all’Arsenale militare di La Spezia.

“Creare una realtà museale che ha solo due esempi equiparabili in Italia, a Genova e a Venezia, e costruire intorno a questo un percorso culturale sul mare e sulle tradizioni marinare come non esiste altrove nel Mezzogiorno – dice Ivan Cardamone nel ricordare quanto fatto -. Abbiamo inserito il Museo del Mare nei Cis, i Contratti interministeriali di Spesa, con una previsione di 15 milioni. Il progetto, per 4500 metri quadrati di esposizione permanente con annesso il battello militare fruibile dai visitatori, contempla una spesa di 32 milioni. Si era raggiunta un’intesa più volte ribadita e documentabile con tutta una serie di atti con la presidente Jole Santelli, per fare rientrare il Museo nella programmazione, come obiettivo strategico della Regione Calabria per arrivare a coprire l’intero finanziamento. Si era raggiunto anche l’accordo per un’anticipazione di 2 milioni e 100mila per la stesura del progetto, come parte di un atto deliberativo comprendente il finanziamento complessivo”.
“Chiedo – si infervora a questo punto Cardamone – al presidente facente funzione Spirlì di dare seguito a tutta la corrispondenza che si ritrova, sia nella fase di presidenza Santelli sia a decorrere dal suo mandato di facente funzione. Ogni passaggio dell’amministrazione verso gli altri interlocutori, come la Marina militare e il Mu.Ma. di Genova è stata portata a conoscenza della Regione Calabria, in virtù del fatto che era stata ormai avviata una proficua condivisione di intenti su questo punto. Ho richiesto più volte, attraverso tutti i canali, un incontro sul tema con il presidente Spirlì ma non è stato possibile vederlo. Un minimo di garbo istituzionale suggerisce ben altro comportamento, non fosse altro perché a richiederlo è l’assessore alla cultura della città capoluogo di Regione che tra l’altro ospita gli uffici della Regione Calabria. Si potrebbe stabilire una data anche non immediata, però non si può chiudere in faccia la porta a una richiesta di incontro quando vedo, viceversa, il presidente essere molto propenso al rapporto costante con i cittadini, sia in presenza che a distanza, visto il suo uso frequente dei social. Lo vedo immortalato in numerosi selfie, impegnato in molte dirette Facebook, intervistato sia a livello locale che nazionale”.

Insomma, suggerisce l’assessore Cardamone, che è anche coordinatore cittadino di Forza Italia in linea teorica alleato del leghista Spirlì, un ritaglio di tempo per una questione importante per la città che ospita la sede della Regione dovrebbe pure trovarlo, il presidente effe effe.: “Mi devo forse fare raccomandare – ipotizza sconsolato – . Devo rischiare di perdere il lavoro intrapreso su molti fronti, di perdere il finanziamento, di perdere i soldi spesi per il progetto di fattibilità, fare una pessima figura con il ministero della Difesa e con Comando militare della Marina perché mi trovo a trattare con una Regione che non intende neanche parlare con il Comune capoluogo di Regione, quando vedo che in continuità riceve gente, e tra l’altro si proclama paladino della cultura e delle tradizioni regionali. Mi dicesse se mi devo fare raccomandare, che una strada forse riesco a trovarla anche io”.

A Cardamone non resta che intraprendere la via della denuncia in forma pubblica: “Chiedo se siamo degni o meno di essere ricevuti. Oppure il il Museo del Mare di Catanzaro non rientra più tra gli obiettivi strategici della Regione Calabria. E voglio sgombrare il campo da ogni disputa di sapore campanilistico, guardando al recente inserimento del Museo del Mare di Reggio Calabria nel Pnrr. Anche quel Museo era inserito nei Cis al pari del Museo di Catanzaro. Ma qui è entrata in gioco la politica, con il ministro Dario Franceschini che è andato incontro giustamente al sindaco e compagno di partito Falcomatà, togliendo il Museo di Reggio dai Cis e dirottandolo verso altro finanziamento, e adesso Giuseppe Falcomatà può annunciare di avere realizzato un sogno. Qui non si tratta di fare la guerra tra due realtà cittadine, si tratta di dare ascolto a un capoluogo di Regione che ha avuto l’idea e vorrebbe realizzarla in funzione della sua valenza non solo per la Calabria ma per tutto il Sud, essendo, nelle sue caratteristiche e per come è stato progettato, unico nel suo genere”.