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Esami in modalità mista, l’associazione Artù porta avanti la battaglia

"Ad oggi risulta che il 70% degli studenti non risulta immunizzato"

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L’associazione universitaria Artù, per far fronte all’emergenza sanitaria e alle norme di distanziamento sociale, nonché alle richieste pervenute da gran parte della popolazione studentesca, “ha posto più volte – soprattutto dopo l’ultima delibera del Senato Accademico, il quale ha disposto lo svolgimento degli esami di profitto e di laurea in presenza, non curandosi delle varie problematiche che avrebbero potuto incorrere molti studenti fuori sede o conviventi con persone fragili – all’attenzione del Rettore l’eventuale probabilità di un ritorno alla modalità mista, così come erogata nel mese di ottobre 2020, in modo da garantire agli studenti di poter scegliere di sostenere gli esami di profitto in presenza o da remoto”.

“La stessa, più volte, – si legge nella nota – pur non avendo ricevuto riscontri da parte degli organi competenti, ha continuato a sostenere quella che viene considerata una legittima causa a favore degli studenti (così come dimostrato dalle istanze numero dell’8 maggio 2021 e la successiva del 21 maggio 2021) cercando di sensibilizzare coloro i quali sono legittimati a prendere decisioni in merito, che ad ‘oggi, pare siano impassibili alle innumerevoli richieste sopraggiunte.

Oltre alle istanze sopra menzionate, i componenti dell’associazione Artù si sono fatti promotori di ulteriori iniziative di sensibilizzazione quali l’affissione nello scorso weekend di uno striscione davanti al Rettorato e la promozione di una raccolta firme online che, in meno di 24h, ha ottenuto 1200 pareri favorevoli”.

“È giusto che gli studenti tornino a frequentare l’Ateneo – conclude la nota –  per svolgere attività curricolari, ma è altresì corretto che gli stessi siano messi nelle condizioni di poterlo fare in massima sicurezza, e ad’oggi si evince che il 70% degli studenti non risulta immunizzato. Infine, ricordiamo che, come sancisce l’articolo 32 della nostra Costituzione, la salute è uno dei diritti fondamentali ed inviolabili dell’individuo e, l’attuale situazione che si è creata non consente il pieno esercizio di tale diritto.

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