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Granato: “Nonostante obbligo di dimora, Talarico frequenta la Giunta”

La “Legge Severino” prevede “la sospensione di diritto dalle cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale, quando è disposta l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari”

“Il presidente facente funzioni, Nino Spirlì, distratto dal circo mediatico di cui ama essere protagonista, al centro dell’attenzione più per la predisposizione compulsiva alle nomine utili nelle strutture (vedi la recente nomina del nuovo capo di Gabinetto) al servizio di un Consiglio regionale congedato da mesi, continua a convocare nelle sedute di Giunta Franco Talarico. Parliamo di un assessore assai chiacchierato dalla delega pesante qual è quella al Bilancio, rientrato a pieno titolo in giunta regionale dopo la sospensione dovuta agli arresti domiciliari in cui si è imbattuto per l’inchiesta “Basso Profilo”. Talarico non ha avuto il senso civico, etico e morale, di dimettersi e si lascia convocare dal presidente Spirlì. Una scelta che offende i calabresi, davanti ad una maggioranza che fa finta di niente e tiene tutto sottotraccia”. E’ quanto afferma la senatrice de L’alternativa c’è, Bianca Laura Granato.

“Talarico era stato destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari che sono stati revocati, ma resta a suo carico l’obbligo di dimora – spiega ancora la senatrice Granato -. La “Legge Severino” prevede “la sospensione di diritto dalle cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale, quando è disposta l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari”. Franco Talarico, dicono i bene informati, tanto alle sedute di Giunta non ci fa ma resta a capo di due pesanti deleghe nel governo regionale, Bilancio e Personale. I calabresi avrebbero diritto di sapere cosa succede ai piani alti della Cittadella regionale: la nostra regione che certo non svetta per conti in ordine e buona gestione finanziaria, ha un assessore al Bilancio che svolge il suo mandato? E dopo quello che è successo, non sarebbe stato il caso di rimettere le deleghe e lasciare spazio a figure, sempre che ne esistano in questa maggioranza, di alto profilo e professionalità per questa delega? Spirlì non avrebbe avuto suggerimenti da dare in merito visto che è il comandante in carica di questa armata Brancaleone che governa la Calabria? E andiamo avanti così – conclude Granato – come direbbe Nanni Moretti: facciamoci del male”.