Quantcast

“Don Rino, resta con noi”, ecco il messaggio della comunità di Santa Maria di Porto Salvo

Dopo le offese ricevute il parroco vuole andare via: “Non so cosa farò, andrò dove il Signore mi manderà, pregate per me e perdonatemi!”

Lo vogliono tra loro perché lo amano e gli hanno teso le mani per fargli capire quando la sua presenza in parrocchia è fondamentale: Don Rino Grillo per i suoi parrocchiani non può andare via e, proprio questo motivo, stasera in tantissimi a fine messa gli hanno espresso tutto l’affetto possibile, per convincerlo a non lasciare la parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo, dopo che si è sentito offeso per alcune maldicenze dette da qualcuno nei confronti dei suoi cari.

Don Rino ha preso in carico una delle comunità più difficili della diocesi

“Resta con noi!” è il messaggio chiaro ed esplicito che stasera la comunità ha consegnato al parroco insieme ai fogli contenenti una raccolta di firme (oltre mille in poco più di un giorno) affinchè non lasci la parrocchia che ha  bisogno di lui. Negli anni Don Rino si è distinto per la sua umanità, disponibilità e fede sincera, prendendo in braccio una delle comunità più difficili da gestire della arcidiocesi di Catanzaro – Squillace, accompagnandola nel suo cammino sotto lo sguardo di Maria.

Non si riteneva all’altezza  del suo mandato e invece i fatti oggi dimostrano il contrario, tanto è vero che è uno tra i parroci più stimati dal nostro Vescovo.

Ingiuste le offese ricevute che lo hanno colpito nel profondo e la sua sofferenza a riguardo non si può nascondere, perché a parlare sono i suoi occhi sinceri. “Abbiamo incontrato il Vescovo per parlargli dell’accaduto e della decisione del nostro parroco di lasciare la parrocchia e subito lui stesso ci ha invitati ad esprimergli tutta la vicinanza possibile – ha detto Assunta Infante, una parrocchiana – Quando ha iniziato insieme a noi il cammino di fede, lui stesso non si riteneva all’altezza e invece i fatti oggi dimostrano il contrario, tanto è vero che è uno tra i parroci più stimati dal nostro Vescovo.”

Sempre vicino ai suoi fedeli, il suo operato parla per lui

Ed è vero perché  Don Rino si è speso tanto per il quartiere marinaro, ha saputo parlare ai giovani, ha avvicinato alla parrocchia gente lontana, ha sostenuto le famiglie in difficoltà con azioni concrete, ha saputo prendere in braccio la sua comunità anche nel difficile momento in cui la pandemia ha diviso tutti, ecco perché i fedeli lo invitano a rimanere con loro.

Non mi sono mai messo comodo, sono andato dove il Signore mi ha mandato e anche quando sono arrivato tra voi non ci sono venuto per scelta. Ho fatto quello che sapevo e quello che potevo con tutti i miei limiti.

“Non so cosa dire – ha detto commosso Don Rino dopo la dimostrazione d’affetto dei fedeli – l’unica certezza nella vita di un sacerdote è Gesù ed io la mia vita me la sono giocata con Lui e per Lui. Non mi sono mai messo comodo, sono andato dove Lui mi ha mandato e anche quando sono arrivato tra voi non ci sono venuto per scelta. Ho fatto quello che sapevo e quello che potevo con tutti i miei limiti, perché non è stato facile per me passare da un ambiente militare a questa nuova realtà – ha continuato – con voi ho imparato a chiede scusa, a considerare gli altri migliori di me che sono solo un umile operaio, certamente qualcosa ho sbagliato e chiedo scusa se involontariamente è accaduto. Non so che farò e dove andrò!”

Il messaggio a cuore aperto del parroco alla comunità

Andrò dove il Signore mi manderà, pregate per me e perdonatemi.

E non è necessario leggere tra le righe perché Don Rino ha parlato a cuore aperto: “Andrò dove il Signore mi manderà. Da quando ho scelto di andare via per me non è stato facile, ho chiesto al Signore cosa fare, stare qui è certamente impegnativo perché ognuno di voi mi è stato consegnato e ognuno di voi è un dono di Dio. So che nella vita non si può piacere a tutti – ha concluso – sono sempre disposto a chiedere perdono e scusa e l’unica cosa che vi chiedo è quella di pregare per me per capire cosa fare e dove andare. Vi chiedo perdono!”