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Scontro Indolfi-De Sarro, Riccio: “Rettore ha agito di pancia, fermiamo le bocce”

"Le notazioni del rettore all’atto aziendale sono scarabocchi se manca il protocollo con il commissario Longo"

Come al solito – scrive il consigliere comunale Eugenio Riccio – quando in questa città si parla di sanità, privata o pubblica che sia, lo scontro tra poteri diventa inevitabile. Una guerra in cui le vittime restano sempre e solo i pazienti. Ed un questo caso specifico dello scontro De Sarro – Indolfi, anche gli studenti di medicina che vedono le istituzioni litigare tra di loro su una indiscutibile eccellenza. E come al solito gli appelli propagandistici che cavalcano lo scontro perdono di vista il problema. E allora fermiamo le bocce. E torniamo indietro. Il Rettore nell’ apportare le modifiche all’atto aziendale proposto dal commissario dell’azienda ospedaliera universitaria, ha agito di pancia, senza ragionare neanche un attimo.

E si è fatto male. Infatti i rilievi del Rettore sono pari a degli scarabocchi. Dimentica De Sarro, o fa finta di dimenticarlo, o al suo mentore è sfuggito di rammentarglielo, che si dimentica che i suoi rilievi sarebbero assurti a dignità di punti su cui discutere se solo esistesse un atto tra Università Magna Graecia e Ufficio del Commissario per la sanità. Da 11 anni ne’ lui, ne’ il suo predecessore, ne’ dall’altra parte i commissari, che pure lo avevano tra gli obiettivi, si sono preoccupati di stilare un nuovo protocollo, continuando ad agire come se nulla fosse applicando l’intesa datata 2004, quando gli interlocutori erano diversi perché la Regione dialogava con l’università.

Dal commissariamento in poi la controparte è l’ufficio del commissario, oggi Prefetto Guido Longo. Detto ciò, quello che ha fatto il Rettore, e cioè la cancellazione di una struttura di riferimento per la sanità pubblica, come l’emodinamica del professor Indolfi, è stata una trappola in cui è caduto da solo. Se sia stata una trappola suicida o un fuoco amico sparato da chi tenta di scaricarlo, sono cose che solo lui può sapere. Ma sono cose che in nessun modo possono e devono incidere sulla salute pubblica e sui diritti dei cittadini.