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Tentativo di condizionare una testimonianza, indagato avvocato catanzarese

Richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Velletri per l'avvocato Maria Claudia Conidi. In un pizzino scambiato tra collaboratori di giustizia le indicazioni per concordare le dichiarazioni da rendere nel corso di un altro processo a carico del legale

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    C’è una richiesta di rinvio a giudizio per l’avvocato catanzarese Maria Claudia Conidi, indagata dalla procura di Velletri per concorso in tentata corruzione in atti giudiziari. 

    Su richiesta del sostituto procuratore Giuseppina Corinaldesi, il gip ha fissato l’udienza preliminare al prossimo 22 gennaio per l’avvocato Conidi (difesa dall’avvocato Francesco Calabrò) e per il collaboratore di giustizia crotonese Vincenzo Marino (difeso dall’avvocato Paola Mariani). 

    Secondo le accuse formulate dalla Procura, i due indagati avrebbero compiuto atti finalizzati ad agevolare l’avvocato Conidi, imputata in un altro procedimento per i reati di calunnia e induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria. 

    In particolare Vincenzo Marino, detenuto a Ferrara, su indicazione della stessa Conidi avrebbe preso contatti in carcere con un altro collaboratore di giustizia, al fine di concordare le dichiarazioni da rendere nel corso della testimonianza al processo, con l’obiettivo di ridimensionare la posizione processuale dell’avvocato. Per questo avrebbe consegnato al detenuto un pizzino contenente il nome e il numero dell’avvocato Conidi, con la quale prendeva contatti per poi interloquire con il suo legale (la cui posizione è stata archiviata) al quale avrebbe rilasciato dichiarazioni favorevoli all’indagata. Il collaboratore di giustizia si è  però  poi rivolto all’autorità giudiziaria di Roma per denunciare le pressioni subite e le dichiarazioni rilasciate.

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