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Bertolone: Distacco tra social e realtà, ripartire da buona formazione politica

La storia non è un selfie o qualche secondo di tik tok

La riflessione domenicale del Vescovo, Vincenzo Bertolone: 
«Parliamo, giustamente preoccupati, di distacco tra società civile e società politica e riscontriamo una certa crisi dei partiti, una loro minore autorità, una meno spiccata attitudine a risolvere, su basi di comprensione, consenso e fiducia, i problemi della vita nazionale. Ma, a fondamento di ciò, non c’è forse la incapacità di utilizzare anche per noi, classe politica, la coscienza critica e la forza di volontà della base democratica?»
Era il 1969. Con spirito profetico, parlando ai dirigenti nazionali del suo partito, Aldo Moro coglieva il senso e la portata di una frattura che andava già aprendosi e che sarebbe poi diventata voragine. Oggi la politica – ed i politici – sono come in cerca di se stessi, quasi anche di una ragione e di un’anima, all’interno di una società nel suo complesso – a onor del vero – sospesa tra un mondo che non c’è più ed un altro che stenta a maturare. Le cronache quotidiane ne sono testimonianza, e le recenti vicende legate alla  scarcerazione del killer di mafia Giovanni Brusca – giusto per fare un esempio tra i tanti possibili – lo dimostrano: a fronte della comprensibile indignazione popolare, si è assistito ad un diluvio di dichiarazioni da parte di coloro i quali, titolari dell’esercizio del potere legislativo, ben avrebbero potuto – e potrebbero – cambiare le norme di cui lamentano l’applicazione. Peraltro facendo finta di non sapere che il ritorno in libertà del sanguinario omicida di Cosa Nostra è frutto di leggi volute dagli stessi giudici morti proprio per mano di Brusca e dei suoi sodali, utilizzate per arginare lo strapotere di una mafia fino ad allora intoccabile.