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Sant’Antonio da Padova e il suo tenero sguardo che parla ai cuori

Questa mattina Santa Messa al Dopolavoro ferroviario sotto l'Effigie del Santo, rimasta miracolosamente intatta durante i bombardamenti

E’ lo sguardo dolce e umile dell’Effigie di Sant’Antonio che tiene tra le Sue braccia Gesu’ Bambino e il giglio che, anche quest’anno, ha accompagnato la tradizionale messa al Dopolavoro ferroviario, nel quartiere Lido di Catanzaro, in occasione dei festeggiamenti del Santo. Uno sguardo che parla ai cuori, anche a quelli un po’ più duri, perché non c’è niente di più tenero dell’abbraccio di quel bambino che Sant’Antonio ha saputo accogliere nella sua vita e che sulla via dell’amore lo ha condotto a fare del bene per gli altri.

Dal miracolo alla riconoscenza. Messa sotto l’Effigie del Santo sopravvissuta ai bombardamenti

E come ogni anno, sotto la statua dei ferrovieri, miracolosamente rimasta intatta sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che colpirono il deposito ferroviario evitando la strage di alcuni operai, i fedeli devoti hanno potuto, questa mattina, ringraziare ed esprimere al Santo una preghiera sentita e commossa. “Sant’Antonio è il Santo per eccellenza – ha detto durante l’omelia Padre Nicola Coppoletta dei Frati Minori del Sacro Cuore – perché ha fatto in modo che la parola di Dio si propagasse nella Sua città e non solo. Ha agito con umiltà in silenzio, riuscendo a convertire i cuori, avvicinandosi ai bisognosi, dimostrando sempre la sua purezza di cuore.”

La vita di Sant’Antonio tra carità e amore, un esempio per i fedeli

La vita di Antonio, che a Padova chiamano con il solo unico appellativo di “Santo”, oggi più che mai spinge alla riflessione e alla preghiera. Il suo esempio è in grado di far germogliare un seme nel cuore degli uomini separati, purtroppo, dall’individualismo: “Sant’Antonio ha saputo difendere le vite dei poveri e degli ultimi della società dimostrando di essere testimone della carità di Cristo – ha proseguito il sacerdote – carità significa amore senza condizione, amore per i nemici, lui ha saputo sempre fare del bene tanto che alla sua morte il popolo per le strade lo chiamava già Santo.” Sono stati i modi di fare e le opere che hanno fatto del Santo di Padova uno tra i più amati dai fedeli che, attraverso il suo esempio, sono riusciti ad intraprendere il cammino verso Dio, che li sorregge e li accompagna tra gli affanni della vita e che oggi li unisce ancora sotto quell’Effigie piena d’amore.

A fine celebrazione, come da tradizione, sono stati benedetti e distribuiti i panini, un segno del grande attaccamento al Santo da parte dei fedeli della città di Catanzaro.