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Costanzo: Abramo ha portato Catanzaro ad una crisi senza ritorno

Perdiamo la Sovrintendenza Archeologica a favore di Crotone. Perdiamo la centralità della giustizia che si sposta a Lamezia Terme con l’aula bunker e l’archivio distrettuale

Nessuno se n’è accorto, ma l’11 giugno l’Amministrazione Abramo ha tagliato il suo quarto nastro. Ma non c’era nulla da festeggiare. Sarebbe stata utile una riflessione autocritica da parte del Sindaco, che non c’è stata. Cos’è oggi Catanzaro dopo questi ennesimi quattro anni di Abramo? Parlano i fatti e parlano i numeri. Penso di non esagerare se la definisco la più pesante crisi della Città degli ultimi 30 anni, una situazione che potremmo definire di “non ritorno”. E’ quanto si legge in una nota del consigliere comunale di FarePerCatanzaro, Sergio Costanzo. 

Catanzaro non riesce a trattenere nemmeno le funzioni che aveva, figuriamoci ad averne di nuove. Perdiamo l’Agenzia regionale delle Dogane che va a Gioia Tauro e non sarà l’improbabile e un po’ infantile ricorso al presidente della Repubblica a cambiare questa decisione. Perdiamo la Sovrintendenza Archeologica a favore di Crotone. Perdiamo la centralità della giustizia che si sposta a Lamezia Terme con l’aula bunker e l’archivio distrettuale. Perdiamo l’unicità della Facoltà di medicina con la vergognosa svendita all’Università di Arcavacata. Non riusciamo ad ottenere dalla RAI nemmeno una redazione staccata, quando tutte le sedi regionali in Italia coincidono con il Capoluogo.

Guardiamo la sanità. La legge sull’unificazione delle due Aziende ospedaliere è una favola a cui non crede più nessuno, essendo stata bocciata dalla Corte Costituzionale e dal Governo. Il tanto sbandierato Centro Covid a Villa Bianca, tanto pubblicizzato da Spirlì e dal sindaco, non si è ancora fatto e la pandemia sta finendo. Sarà inaugurato quando il Covid sarà solo un ricordo. Un grande bluff. La chiusura del Sant’Anna Hospital è una ferita enorme per la Città e ci auguriamo che possa essere risanata. Aggiungiamo la crisi della Fondazione Betania.
In questa Città tutto è chiuso. E’ chiuso il Duomo, è chiusa la Questura, è chiusa l’Aula del Consiglio Comunale, è chiuso il Porto, è chiuso il Centro storico, il parcheggio del Politeama è chiuso.
Quanti posti di lavoro abbiamo perso in questi anni? Hanno chiuso negozi, ristoranti, bar, certo anche per la pandemia, hanno chiuso istituti di vigilanza ed imprese edilizie.
Se aggiungiamo la disastrosa situazione dei conti, con il debito di oltre 25 milioni di euro da restituire allo Stato e i 7 milioni di euro di debiti fuori bilancio, avremo il quadro drammatico di questa Amministrazione.
Le due uniche note positive – l’acquisto del Masciari e il completamento dell’Ente Fiera – purtroppo hanno il difetto di essere lontane dalla loro definizione, ci vorranno anni, ma soprattutto non sembrano essere risolutive dei gravi problemi del centro storico, se si pensa che il Masciari non potrà essere più un teatro e che l’Ente Fiera è solo un centro vaccinazioni e non sappiamo come sarà gestito.
Tutta questa riflessione – conclude Costanzo – ci fa dire che il tempo di Abramo è scaduto. Posso dargli atto di impegno e di qualche risultato, ma è davvero troppo poco per un sindaco che è in sella da quasi venti anni. Non sappiamo se Catanzaro sarà recuperabile. Non c’è niente da festeggiare, c’è solo da aspettare che questa agonia finisca al più presto.