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Pontili per diportisti nell’area dei pescatori: tra sacrifici e problemi di sicurezza

Soluzione possibile forse solo durante la stagione estiva. I pescatori: "Noi tolleriamo tutto, il problema sono il mare e le mareggiate"

Installare qualche pontile da affidare alla gestione della Catanzaro Servizi, all’interno dello specchio d’acqua attualmente in uso ai pescatori, è la possibile soluzione prospettata ai diportisti dall’Amministrazione Comunale, per consentirgli di avere un punto di attracco senza ulteriori attese e disagi. Si aspettano, dunque, i pronunciamenti del Consiglio di Stato e del Tar e nel frattempo si cercano soluzioni per salvare la stagione estiva dei diportisti, chiedendo un sacrificio a chi nel porto ci lavora.

Il consenso dei pescatori è pieno di se e ma.

E la soluzione, anticipata ieri pomeriggio dal Sindaco in un incontro informale al porto, ai pescatori va giù a metà: dal totale disaccordo iniziale da parte di alcuni di loro si è riusciti ad ottenere un certo consenso seppur pieno di ma e se. “Non siamo né favorevoli né contrari a quello che ci è stato proposto – ha detto Vincenzo Lamonica – possono provare a mettere qualche pontile ma qualora dovessero essere d’intralcio al nostro lavoro saremo noi stessi a rimuoverli.”

Un problema di spazi e di sicurezza. Cosa accade nel porto quando c’è cattivo tempo?

Ma qual è il problema? Perché non c’è un sì pieno alla proposta? La questione gira attorno alla parola sicurezza. “Per noi non è una buona soluzione, forse durante la stagione estiva le barche dei diportisti potrebbero anche sostare qui, ma già dai mesi di settembre/ottobre potrebbero esserci problemi – ha precisato Ruggero MeleQuando il mare è agitato siamo noi ad utilizzare proprio quello specchio d’acqua da destinare ai diportisti, è lì che mettiamo al sicuro le nostre barche perché l’attracco al molo non è sicuro. Pare che vorrebbero lasciare questi pontili anche per l’inverno e questo per noi è un problema.”

Quando c’è cattivo tempo, le onde del mare superano i frangiflutti a ridosso del primo molo dove sono attraccati i pescherecci, che in quelle condizioni vanno spostati. “Le mareggiate per noi sono un problema – ha proseguito Mele –  abbiamo dato la disponibilità ad ospitare i diportisti ma dovrebbe essere una soluzione temporanea perché lo spazio è già limitato  per noi che facciamo fatica a manovrare le imbarcazioni per uscire da porto.”

Disagi su disagi: per la categoria dei pescatori nel porto c’è ancora tanto lavoro da fare.

Un disagio che, probabilmente, si andrebbe a sommare agli altri disagi con cui  da sempre e quotidianamente devono fare i conti i pescatori catanzaresi: “Possiamo chiamarlo porto? Ho appena acquistato un tubo per poter avere un po’ d’acqua – ha proseguito Lamonica – qualche mese fa hanno messo l’illuminazione ma questo è uno dei primi porti costruiti in Calabria, al primo sciopero che abbiamo fatto io c’ero e avevo 14 anni, siamo ancora in queste condizioni.” Per i pescatori c’è ancora tanto da fare per la loro categoria che con il mare mantiene intere famiglie: “Questo è un porto peschereccio, un porto rifugio – ha continuato Lamonica – non è un porto per dilettanti ma nonostante tutto possono provare a installare questi pontili, senza complicarci però la vita.” E per concludere sulla questione Mele aggiunge: “Noi tolleriamo tutto, il problema sono il mare e le mareggiate.”