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I residenti di via De Falenta reclamano una strada in sicurezza foto

“Ci sta bene che si faccia la rete fognaria a via Curtatone, ma qui l’abbiamo realizzata a nostre spese. Quantomeno il Comune intervenga per l’incolumità di tutti su una strada ormai ad alto volume di traffico”

Non sempre gli annunci fanno bene, specie quando sono intempestivi e rischiano di provocare improvvide speranze e successive cocenti delusioni. Qualche giorno fa, l’undici giugno per la precisione, l’ufficio stampa del Comune di Catanzaro diramava una nota che riportava la richiesta di finanziamento inoltrata dalla giunta alla Regione Calabria per una serie di lavori pubblici da compiere nel territorio di competenza, riferiti ad adeguamento sismico di scuole, manutenzione stradale straordinaria, riqualificazione urbana e interventi sul sistema fognario, per un ammontare complessivo di 11miioni350mila euro. In particolare di 900mila era la richiesta di finanziamento per il progetto di completamento dei reflui fognari nel tratto via Fiume Busento – via Curtatone. Siamo nella zona di quartiere Barone, zona collinare a ridosso della statale 106, difronte al mare di Bellino.

A tamburo battente è intervenuto il consigliere comunale di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi per magnificare il deliberato della giunta comunale proprio sull’ultimo punto, sul finanziamento per via Curtatone, gratificandolo per già ricevuto e già utilizzabile per andare incontro a una ormai attempata richiesta dei residenti. Nell’entourage che ruota intorno ai lavori pubblici del Comune è circolato disappunto per l’uscita del consigliere Mirarchi al quale era sembrato “perfino superfluo mettere in rilievo come al mio interessamento sia seguito il programma di lavoro pianificato dai lavori pubblici di Palazzo De Nobili”. Intanto perché specificare solo un aspetto particolare non rende giustizia al complesso lavoro di selezione e di priorità che ha affrontato il Settore, tra l’altro raccordandolo con una più ampia strategia di riqualificazione e sostenibilità del territorio che non si esaurisce nel pur cospicuo finanziamento richiesto. E poi perché non porta mai bene anticipare come avvenuto un qualcosa che necessita invece di un suo iter burocratico, che comporta valutazioni da parte di tecnici e di politici di altro ente e per di più sovraordinato, che hanno nella discrezionalità uno degli strumenti operativi di maggiore uso.

E, infine, perché difronte all’esultanza per una parte di territorio potrebbe insorgere la recriminazione di altre parti che si sentono in qualche modo penalizzate pur soffrendo, o avendo sofferto, di necessità e mancanze simili o sovrapponibili a quelle giustamente lamentate dai residenti beneficiati dai provvedimenti in itinere.  Non è questo il caso, lo diciamo subito, dei residenti in via Izzi De Falenta, l’insieme di famiglie che abitano case e villette che gravitano sulla strada che inizia dal quartiere Aranceto su viale Magna Grecia e termina su Viale Crotone, nel tratto urbano della 106 in prossimità dell’ingresso rotatorio su Giovino. Prima che via De Falenta la zona era denominata più correntemente Tiriolello. Interessata dapprima da unità abitative edificate spontaneamente e senza autorizzazione è presto rientrata nei canoni normativi, dietro sanatorie regolarmente soddisfatte, tanto che le costruzioni sorte da perlomeno venti anni in qua sono state tutte realizzate previa regolare concessione autorizzata dal Comune di Catanzaro.
“Ci fa piacere che abbiano finanziato la rete fognaria su via Curtatone – dice a Catanzaroinforma Francesco Rotundo, che abita nella via Bona Barbieri che incrocia nella parte bassa via De Falenta -. Però volevo rimarcare che in questa zona, le vie De Falenta e Barbieri, sia la rete idrica che la rete fognaria sono state realizzate da noi privati. Reti per le quali il Comune ha preteso polizze e altre garanzie, salvo poi utilizzarle per l’allaccio di altre utenze dietro pagamento degli oneri di urbanizzazione, ottenendone conseguente risparmio. Tutta la zona si è adoperata per realizzare la rete idrica, ci è costato ma l’abbiamo fatto. Il problema su cui vorremmo sensibilizzare il Comune è quantomeno la sistemazione di questa strada: quello che è fatto è fatto, potremmo sì  recriminare che il Comune nonostante gli oneri di urbanizzazione pagati non abbia realizzato quello che noi privati abbiamo fatto per evitare danni ambientali e igienici, però vorremmo che si prendesse in considerazione questa strada che da via Magna Grecia si allaccia alla 106, ormai molto trafficata, perché è pericolosissima, senza banchine, senza marciapiedi, con fondo dissestato e via dicendo. Per ultimo, un paio di settimane fa, è morto un ragazzo in un incidente che la stampa ha riportato con evidenza. Siamo soddisfatti per quanto si fa per le altre parti, però ci sono zone del tutto trascurate, e noi abitiamo in una di queste”.

Nella parte alta di via De Falenta risiede Maurizio Bianchi, agente di commercio. “Su questo versante siamo 53 famiglie, e quattro unità abitative sono di prossima ultimazione. Quattro anni fa – ci racconta Bianchi – ci siamo costituiti in un piccolo ‘Comitato di Tiriolello’ di cui sono promotore insieme ad altri, perché nonostante il regolare pagamento degli oneri di urbanizzazione, non abbiamo potuto usufruire né della strada né della rete fognaria. Per il lotto dove abitiamo io, mio suocero e mio cognato in tre vilette di uguali dimensioni, realizzate su progetto approvato da parte del Comune di Catanzaro, per gli oneri abbiamo pagato 27 mila euro. La rete fognaria è stata realizzata nel 2011 su iniziativa della Argento Immobiliare che aveva costruito 4 unità abitative ma non poteva accedere agli atti di mutuo, se prima non avesse collegato alla rete. Allora per necessità ci siamo consorziati, abbiamo speso 21 mila euro per realizzare la rete fognaria collegandoci alla condotta principale di via De Falenta. Così come nel 2018 i residenti della parte alta di Via De Falenta ci siamo autotassati per il manto stradale anche i fondi non sono bastati per poter raggiungere tre abitazioni che sono un po’ più distanti. Il Comune non c’è mai stato di supporto in questo”.

L’intento di Bianchi, come di tutti i residenti, non è però quello di recriminare sul passato. Ciò che vogliono adesso, quando da tempo tutto è stato sanato dal punto di vista edilizio e qualsiasi nuovo insediamento viene eseguito dopo regolare permesso a costruire, è mettere in sicurezza la strada. “L’arteria non presenta guardrail: due settimane fa racconta Bianchi – una signora con la sua auto per un attimo di distrazione è finita giù nella scarpata; non è servita da idonei marciapiedi, per cui nessuno di noi pur volendo può accompagnare i figli a scuola, perché dovrebbe camminare ai margini della strada in condizioni pericolose; la vegetazione spontanea invade la corsia stradale riducendone l’ampiezza già non adeguata al volume di traffico; la segnaletica orizzontale non c’è e se esiste è costantemente sbiadita e non rilevabile soprattutto nelle ore serali; l’illuminazione è scarsa e insufficiente; la strada si immette pericolosamente sulla 106 in un punto dove sarebbe stato necessario impiantare una rotatoria con lo stesso criterio utilizzato per servire via Curtatone a Barone con un volume proprio di traffico decisamente superiore. Superfluo dire che non è servita da mezzi pubblici, anche perché la pendenza è tale che è vietato il transito ai mezzi superiori ai 35 quintali, anche se il divieto è costantemente inosservato. Di fronte a tutto questo, il Comune più volte sollecitato ha sempre fatto orecchie da mercante. Per dire, nella bozza dei 4 milioni di euro che sono stati messi a disposizione per migliorare la viabilità di Catanzaro Lido, tra cui il ponte sula Fiumarella, non sarebbe costato troppo inserire un progetto di miglioramento della viabilità in quest’area con un marciapiede dalla spesa non superiore ai 50 mila euro, che avrebbe consentito con 450 metri lineari il collegamento pedonale verso il quartiere giù. E, ancora, la nostra area non è stata inclusa nel piano di metanizzazione, anche da questo punto di vista il Comune ci ha saltato a piè pari”.

Questo è il quadro poco rassicurante tracciato dal promotore del ‘Comitato Tiriolello’. “Le necessità di via Curtatone sono sacrosante, per carità – considera Maurizio Bianchi -. Ma non per forza occorre avere un consigliere o un assessore in zona per apportare migliorie che, tra l’altro, considerato l’ampio utilizzo che fanno ormai tanti automobilisti che così facendo saltano l’imbuto del quartiere Lido, interessa la sicurezza non solo dei residenti, ma di tutta la città”.