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Operazione Quarta chiave condotta dai Carabinieri, 29 arresti per traffico illecito di rifiuti (NOMI)

Custodia cautelare in carcere per quindici degli indagati, domiciliari per gli altri. L'operazione diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro

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Nei comuni di Lamezia Terme, San Pietro a Maida, Curinga e Settingiano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, supportati da rinforzi provenienti dagli altri Comandi Provinciali della Legione Carabinieri “Calabria”, del Gruppo Forestale di Catanzaro, dell’8° NEC e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Vibo Valentia, con l’operazione “Quarta Chiave” stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Catanzaro Simona Manna, su richiesta del procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e dei sostituti Chiara Bonfadini e Marica Brucci, nei confronti di 29 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, in particolare dei reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, oltre che furto aggravato e violazione di sigilli.

Nello specifico  per 15 indagati è stata disposta la misura cautelare della detenzione in carcere, per 14 indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ stato disposto il sequestro preventivo per le organizzazioni aziendali coinvolte; si tratta di due imprese individuali e quattro società a responsabilità limitata.

Il provvedimento è fondato sugli esiti dell’attività investigativa  condotta dai Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, diretta e coordinata dalla Dda di Catanzaro, avviata nell’agosto 2019, a seguito di un vasto incendio di rifiuti, verificatosi il precedente 11 luglio presso l’insediamento rom di contrada Scordivillo, a Lamezia Terme, con lo sprigionamento di fumi tossici che hanno interessato l’adiacente ferrovia ed il vicino ospedale “Giovanni Paolo II”.

Gli elementi acquisiti con l’ausilio di attività tecniche ed accertamenti patrimoniali, hanno consentito di documentare l’esistenza, all’interno del sito di Scordovillo, di una vera e propria realtà imprenditoriale che, in violazione delle norme di settore, era dedita alla raccolta e trasporto di rifiuti presso ditte specializzate nella preparazione e riciclo di rottami ferrosi che, a loro volta, ricevevano illecitamente i carichi conferiti.

GLI ARRESTATI

A finire in carcere sono:
Berlingieri Damiano ’76;
Berlingieri Luigi;
Berlingieri Damiano ’77;
Berlingieri Massimo;
Berlingieri Enzo;
Bevilacqua Fiore;
Bevilacqua Damiano ’90;
Bevilacqua  Massimo ’79;
Bevilacqua Mario;
Berlingieri Antonio;
Bevilacqua Cosimo ’63;
Berlingieri Massimo;
Silipo Concetta;
Silipo Raffaella;
Bevilacqua Alessandro;

Ai domiciliari: 
Bevilacqua Damiano;
Bevilacqua Luciano Carmelo;
Berlingieri Anello;
Amato Tonino;
Bevilacqua Tonino;
Bevilacqua Damiano ’87;
Bevilacqua Giosuele;
Bevilacqua Enzo;
Fabiani Lucio;
Sgromo Aldo;
Gullo Elia;
La Torre Orazio;
Acanfora Liberato;
Amato Enzo.

Le società sequestrate

Il gip ha disposto il sequestro preventivo, anche finalizzato alla confisca, di 6 aziende:

Ditte individuali: “Bevilacqua Alessandro” di Lamezia Terme e “Bevilacqua Tonino” di Lamezia Terme.

Società: “Da Berlingieri Srls” di Lamezia Terme, “Ingrosso rottami metallici e ferrosi di Silipo Luciano srl” di Settingiano; “Lamezia Ecopower srl” di Lamezia Terme e “Eco Futuro srl” di Lamezia Terme.

 

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