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Corsi di medicina all’Unical al via, ma l’idea di attivare quelli di lingue straniere a Catanzaro che fine ha fatto?

Pochissime le reazioni della politica a quello che se non è un impoverimento dell'offerta formativa della Magna Graecia certamente non è un rafforzamento della stessa

I comunicati, molto pochi a dire il vero, che in queste ore hanno commentato la vicenda dell’attivazione di alcuni corsi di laurea di medicina all’Unical, hanno avuto tutti uno stesso incipit “Era il…” e subito dopo una data. Insomma qualcuno lo aveva già detto. Qualcuno aveva fatto finta di non capire, altri non avevano davvero capito, per scarsa comprensione delle  dinamiche più ampie di una buca da riparare,  e ad altri ancora ha fatto comodo non capire.

Di certo chi aveva la possibilità di capire cosa stava accadendo non ha fatto nulla per evitare che ciò accadesse

Nessuno si è adoperato affinchè  l’attività formativa della Magna Graecia crescesse e si rafforzasse.

Tutto ciò nel silenzio assordante delle “segreterie politiche”

E così mentre nella città Bruzia e dintorni, bontà loro c’è da dirlo e senza alcuna ironia,  riuscivano a superare ogni divisione politica al punto che sottosegretari di uno schieramento portavano avanti e vincevano la loro battaglia al Miur, all’epoca retto dallo schieramento opposto, ottenendo ciò che si erano prefissati, tra lo Jonio ed il Tirreno  si continuava a perdere pezzi di un’identità, senza riuscire quanto meno a creare delle alternative.

E la storia al momento dà ragione a due persone che purtroppo non ci sono più.

A Salvatore Venuta, ultimo e forse unico difensore dell’università Magna Graecia, nata, nei suoi programmi, o forse nei suoi sogni, con ben altre prospettive e a Jole Santelli, che non ha mai dimenticato di difendere le cause della sua città e del comprensorio, dando così risposte, anche dopo che il destino si accanito crudelmente su di lei, al suo elettorato.

Un elettorato che potrà dire di aver ricevuto comunque un’eredità da lei, una città che potrà ricordarla con rammarico per la prematura scomparsa ma con gioia per quanto ha fatto .

Sempre tra lo Jonio ed il Tirreno invece non solo l’eredità lasciata da Venuta non è stata valorizzata, quanto neanche difesa, anzi se ne stanno stracciando le vesti.

E allora fuor di metafore e rimpianti, considerato che gli atti propedeutici all’attivazione dei corsi  all’Unical sono stati compiuti, anche noi ora, volendo dare un contributo propostitivo,  diciamo “era il 13 febbraio 2021…” quando il sindaco Abramo proclamava “Un nuovo corso di Lingue straniere a Catanzaro in sinergia con l’Università della Calabria”.

Il comunicato poi proseguiva con una serie di dichiarazioni di intenti che ovviamente oggi sono ancora (forse per sempre) disattesi.
Ma se il catanzarese spesso soffre di memoria corta, il web aiuta, nella rete, basta inserire due parole chiave e si ritrova tutto. Anche le promesse, elettorali e non spesso fatte e non mantenute.

(SI RIPORTA INTEGRALMENTE IL COMUNICATO COSI’ COME INVIATO DAL COMUNE DI  CATANZARO)

Abramo: ‘Avviato percorso Umg -Unical per attivare un corso di laurea in Lingue a Catanzaro’

Eh no, se il catanzarese, più per convenienza che per convinzione, perdona, il web no.

E allora, per  evitare che la cosa si riduca a guerre di campanili o venga minimizzata da tecnicismo che ovviamente diventa difficile confutare per chi non è abile mescolatore di carte, la domanda semplice a cui la politica, l’amministrazione dell’università devono rispondere è una “Che fine ha fatto l’idea di attivare i corsi di lingue straniera a Catanzaro in collaborazione con l’Unical?”. Non è bello terminare con un punto di domanda un ragionamento, ma al momento oltre non possiamo andare. Speriamo che possa e voglia farlo quancun altro.