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“Inutile campanilismo. I politici della Città Capoluogo pensino a valorizzare l’Università”

Il Sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo, che ha richiesto, negli anni scorsi, servizi logistici a favore dei collegamenti con il Campus universitario, interviene sulla questione corso di Laurea in Medicina e Tecnologie Digitali

“Alla classe politica della Città capoluogo di regione che, negli ultimi giorni, si sta stracciando le vesti per l’attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Tecnologie Digitali, nella forma dell’interateneo tra le Università Magna Graecia di Catanzaro e UNICAL, consiglio la lettura di un buon testo di Umberto Eco per capire così di essersi trovata a commentare una non-notizia, ossia l’attivazione di Medicina all’UNICAL, a scapito di Catanzaro. Niente di più falso per alimentare un inutile campanilismo che non fa bene alla Calabria”: questo il commento del Sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo, che, dopo aver sollecitato, negli anni scorsi, la necessità di servizi logistici a favore dei collegamenti con il Campus universitario, per innescare la crescita di tutto il territorio che ruota intorno a Catanzaro grazie alla valorizzazione della risorsa Università, interviene in merito alla notizia dell’accreditamento da parte dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) del corso di laurea in “Medicina e Tecnologie Digitali, che tante polemiche sta suscitando.

“Tutte le voci che si sono levate contro il supposto depauperamento dell’Università di Catanzaro – ha proseguito il Sindaco Vittorio Scerbo – cosa hanno fatto fino ad oggi per difenderla e valorizzarla? Poco direi – ha evidenziato il Sindaco Vittorio Scerbo – se non il continuo ripetersi del mantra: rivitalizzare il centro storico di Catanzaro con una facoltà universitaria. Come se bastasse portare un corso di laurea in centro per fare crescere la Città Universitaria, senza servizi a supporto”.

“In aggiunta – a ben vedere – c’è da sottolineare che nessuna medicina universitaria verrà svolta fuori dal Campus di Catanzaro. Il Sindaco di Cosenza parla, infatti, pro domo sua, ma se si conoscessero bene i fatti si capirebbe che oggi l’attivazione di una nuova Medicina Universitaria è oltretutto impossibile per una ragione di costi e risorse da impiegare, soprattutto poi visto lo stato di disastro della sanità calabrese. Il programma di formazione del nuovo corso avrà, infatti, un profilo prettamente biomedico tecnologico, e consentirà di conseguire doppio titolo: laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e laurea triennale in Ingegneria informatica, curriculum bioinformatica. I primi tre anni si terranno all’Unical e i restanti tre all’Università Magna Graecia”.

“Se si tiene al pennacchio del Policlinico Universitario – ha concluso il Sindaco Vittorio Scerbo – la politica lavori per rafforzarlo nell’ambito della sanità calabrese e non si assista ad un balletto inconcludente, ormai da un decennio, con nuovo ospedale sì, nuovo ospedale no, fusione, integrazione, integrazione funzionale, e puntualmente con leggi regionali, prodotte tra l’altro anche da catanzaresi, bocciate dalla Corte Costituzionale, come di recente.