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Dietro l’astensione di Forza Italia sulla costituzione di parte civile per Gettonopoli

Un incontro pomeridiano tra i gruppi consiliari chiarirà il rapporto tra Tallini e Abramo in considerazione delle aspirazioni assessorili regionali del sindaco e della candidatura di Sergio Costanzo nelle liste dell’Udc

Alla fine l’ha spuntata Danilo Russo, l’assessore all’Avvocatura del Comune di Catanzaro che, come da suo programma da altri ostacolato, ha portato in giunta la delibera di costituzione di parte civile dell’ente nei confronti dei quattro consiglieri indagati per reati la cui gravità non consente a pm e giudici di applicare a priori la salvaguardia di tenue entità nell’ambito dell’inchiesta denominata agli albori “Gettonopoli” e così ormai registrata, pur essendosi sgonfiata di molto per quanto riguarda il “gettone” in sé. Come riportato da Catanzaroinforma ieri sera, la giunta comunale di Catanzaro ha votato la costituzione di parte civile nel procedimento “Gettonopoli” contro Tommaso Brutto (dimessosi nel frattempo dalla carica), Andrea Amendola, Enrico Consolante e Sergio Costanzo. In particolare contro i quattro consiglieri che sono coinvolti per il filone riguardante “assunzioni fittizie dei consiglieri in azienda”. Al momento del voto erano assenti Domenico Cavallaro, Lea Concolino e Ivan Cardamone e, anche, il neo assessore Rosario Lostumbo, assente giustificato. In pratica, si è astenuta l’intera delegazione di Forza Italia. In pratica, si è ripetuto esattamente quanto già si era verificato nella seduta di giunta dello scorso maggio quando si era dato mandato allo staff legale interno di resistere nel giudizio di appello amministrativo promosso dal consigliere Andrea Amendola avverso la nomina, avvenuta con voto di Consiglio comunale, del presidente dell’organo di revisione dei conti dell’ente.

Anche in quella occasione il quarto assessore, in quei giorni ancora Alessio Sculco che da lì a poco avrebbe rinunciato volontariamente all’incarico, era assente. In ambedue i casi, risalta la compattezza del gruppo che fa riferimento diretto a Domenico Tallini e a Forza Italia cittadina. Ma, se nel caso della resistenza nel ricorso al Consiglio di Stato presentato da Andrea Amendola, era chiaro l’intento di non assumere una posizione contraria alla volontà espressa da un consigliere del gruppo satellite Obiettivo Comune, risulta più ostico dare una giustificazione immediatamente leggibile all’astensione nei confronti della costituzione di parte in Gettonopoli. È vero che tra i quattro consiglieri sui quali la procura ha indagato per ipotesi di maggiore gravità risulta essere presente anche Amendola, però un conto è fare quadrato intorno a un proprio singolo esponente, un altro è opporsi a una prassi convalidata da un atto di indirizzo votato all’unanimità dal Consiglio comunale che prevede la costituzione dell’Ente in tutti i procedimenti lesivi dell’immagine dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità cittadina. Ritorna in questo senso di attualità l’attrito a stento sopito che aveva accompagnato la manifesta volontà da parte dell’assessore di assolvere al dettato proveniente dall’atto di indirizzo che risale d’altra parte al 2018, quindi nel presente mandato.

Allora Russo aveva specificato: “Non passeremo come l’Amministrazione che si gira dall’altra parte perché alcuni o molti consiglieri sono indagati. Ma ripeto, non lo facciamo contro nessuno, bensì a tutela dell’Amministrazione e dei cittadini”. In quei giorni di maggio l’inchiesta condotta dal pm Pasquale Mandolfino era  allo stato della richiesta di rinvio a giudizio. L’assessore aveva spiegato che perché il Comune si costituisse sarebbero occorsi due passi successivi: l’accoglimento della richiesta e la fissazione della prima udienza. E da qui l’approdo della delibera in giunta. Negli stessi giorno era circolata insistente la voce di un diffuso malcontento tra i consiglieri di maggioranza nei confronti dell’assessore, addirittura si era parlato di una fronda a lui contraria fino alla sfiducia conclamata. Ma tutto era poi rientrato. Fuoco sotto cenere, probabilmente. Perché il copione andato in onda nell’ultima giunta con la delibera approvata solo da una parte della giunta avrà presto, prestissimo, uno sviluppo politico del tipo arroventato, come si addice all’afa imperante. Dando così modo di dare una spiegazione plausibile all’ultima astensione dei forzisti in giunta.

L’incontro pomeridiano tra Forza Italia e Catanzaro con Abramo

Nel pomeriggio è in previsione un incontro tra i due gruppi consiliari che fanno riferimento da una parte a Domenico Tallini (Forza Italia e Obiettivo Comune) e dall’altra a Sergio Abramo (Catanzaro con Sergio Abramo, nella parte che è più vicina al sindaco, in particolare Giuseppe Pisano capogruppo e Fabio Talarico). C’è da prendere in considerazione l’opportunità di uniformare la divergenza che si registra in Consiglio comunale tra i due gruppi e le necessità imposte dalla campagna elettorale per le regionali inaugurata ieri dalla presentazione del ticket Occhiuto/Spirlì. Tallini vuole chiedere conto ad Abramo della sua prolungata ambiguità tra l’appartenenza a Forza Italia e Lega di Salvini. Questo in vista delle ambizioni del sindaco di far parte della prossima, e probabile, giunta di destra a guida Occhiuto. Se l’ingresso in giunta è sponsorizzato da Forza Italia, Tallini ritiene giusto che in Consiglio comunale si metta fine all’ambiguità anche formale della divisione, e si proceda all’ingresso nel gruppo di Forza Italia di Catanzaro con Abramo, nella parte controllata dal sindaco, ormai molto risicata. Non è un’esigenza solo formale, nominalistica e di facciata. I posti in Consiglio regionale, considerato il meccanismo di voto e l’affollamento, addirittura l’ingorgo, è notevole tra gli aspiranti consiglieri cittadini della prossima maggioranza. Per cui conviene ingrossare quanto più è consentito, nelle regole ovviamente, le acque dei portatori di voti. In quest’ambito è ormai chiaro che sono state intraprese trattative, allo stato molto avanzate, per il ritorno nel campo del centro destra di Sergio Costanzo, che troverà posto nelle liste regionali dell’Udc.

Questo rientro è necessariamente dovuto passare attraverso un riavvicinamento tra lo stesso Costanzo e Tallini, considerati i pessimi rapporti intercorsi tra i due perlomeno da un decennio in qua. E questo spiega anche, certamente in parte ma in modo significativo, l’astensione di Forza Italia nell’approvazione in giunta della delibera di costituzione, come una manifestazione di interesse verso il ritrovato Costanzo. L’esito dell’incontro pomeridiano, salvo intoppi dell’ultimo minuto, non è ovviamente scontato. Non si conosce l’orientamento di Sergio Abramo in proposito, né se da parte dei consiglieri Pisano e Talarico la necessità politica avrà il sopravvento sull’istinto all’appartenenza. Di sicuro, da qui alla compilazione delle liste regionali e successivamente alla scelta degli assessori, ne vedremo delle belle. Belle… Si fa per dire.