Quantcast

Rinascita-Scott, denuncia shock di Gratteri: “Perito trascrittore beccato a parlare al bar con imputato ai domiciliari”

Colpo di scena al termine dell'udienza in aula bunker, il capo della Dda: "I periti hanno chiesto la proroga di 24 mesi per la mole di lavoro, ma poi hanno preso altri incarichi dagli avvocati del processo". Tutto filmato dalle telecamere o ricostruito dai post su Facebook

Più informazioni su

    Un perito incaricato di effettuare le trascrizioni nel processo Rinascita-Scott beccato a conversare al tavolino del bar di fronte all’aula bunker con un imputato agli arresti domiciliari. Tutto ripreso e registrato dalle telecamere di sorveglianza installate in tutta l’area. A denunciarlo il procuratore capo della distrettuale antimafia Nicola Gratteri, arrivato a sorpresa in aula al termine della lunga udienza di oggi.

    Gratteri

    Il procuratore chiede al collegio di intervenire, ed ecco il colpo di scena. In quasi un quarto d’ora di intervento ricostruisce l’enorme mole di lavoro affidata inizialmente a tre periti trascrittori, poi a cinque: “Il 14 settembre del 2020 nell’aula bunker di Roma abbiamo depositato un elenco di 535 pagine di richieste di intercettazioni telefoniche, di trascrizioni, e un secondo elenco di 83 pagine recanti i progressivi del processo Imponimento. Il 9 novembre 2020 il gup Paris ha conferito l’incarico a tre periti: Vercillo, Nardone, Puccio, per procedere alle trascrizioni di tutte le intercettazioni indicate nei due elenchi, e autorizzava la nomina di due ausiliari per ciascun perito. All’udienza del 3 dicembre 2020 ero presente e mi sono permesso di dire al gup Paris “non basteranno 10 periti”, ma non sono stato ascoltato. Un’intercettazione ambientale di un’ora ci si impiega un giorno per trascriverla”. Il 26 novembre i periti ricevono l’elenco, il 3 dicembre la procura avanza la richiesta di un terzo elenco di 55 pagine, l’8 gennaio con una per il collegio peritale chiede al gup una proroga di 24 mesi “in considerazione della gravità dell’incarico che doveva svolgere”, che il gup rifiuta, autorizzando 38 assistenti. 

    “Il 23 febbraio 2021 – ricostruisce Gratteri – producevamo un elenco riepilogativo delle trascrizioni secondo un ordine prioritario. In quello stesso giorno incarico veniva esteso da 3 a 5 periti, includendo la dottoressa Morabito e il dottore Scullari.   Il 1 giugno 2021 rileviamo che il collegio peritale non stava seguendo l’ordine che il tribunale aveva fissato su richiesta della procura”. Poi la rivelazione clamorosa: “Il primo giugno il pm (Annamaria Frustaci ndr) notava che il perito Nardone era seduto al tavolino del bar con il detenuto agli arresti domiciliari Mario Artusa in violazione delle prescrizioni afferenti al regime detentivo dell’Artusa. All’arrivo della dottoressa Frustaci il perito si sollevava di scatto e scappava, si allontanava velocemente mentre Artusa si dirigeva all’interno del bar. Fermato dal pm il perito non forniva alcuna giustificazione per questa conversazione con il detenuto. Un perito del tribunale era seduto al bar col detenuto, cioè con quello al quale doveva fare la trascrizione. Da alcuni accertamenti fatti dai rilievi di videosorveglianza emergeva questo episodio”.

    “Da altri accertamenti – ha aggiunto Gratteri – emergeva che i periti, dopo avere richiesto la proroga di ben 24 mesi per adempiere all’incarico, assumevano altri incarichi, sebbene in altri procedimenti, dai difensori degli stessi imputati cautelati nel processo Rinascita-Scott. Quindi, sono venuti qui i periti a dire che hanno bisogno di 24 mesi perché erano troppe le intercettazioni e non ce la facevano a trascriverle,  però assumono incarichi da avvocati che difendono imputati in questo processo”. 

    “Il 4 giugno del 2021 dalla consultazione di Facebook, la pg accertava un post pubblicato da tale Antonello Elia, in cui si notava una fotografia scattata all’interno dei corridoi della procura di Catanzaro. Il post recava il commento: “La collaborazione tra professionisti garantisce la giusta soluzione. Buon weekend”. La foto ritrae chiaramente Elia Antonio Francesco, l’avvocato De Nicolò Gigliotti Antonietta, difensore dell’imputato D’Urso Onofrio, Vercillo Walter, perito trascrittore delle intercettazioni incaricato dal Tribunale di Vibo Valentia. Ripercorrendo a ritroso, sempre nello stesso profilo Facebook, si potevano rilevare altri ulteriori post: 20 maggio 2021, si vedono in fotografia ci sono Elia Antonio Francesco Walter Vercillo recante ‘il lavoro è passione, impegno e tanti sacrifici, 25 anni di professione’. Il 2 aprile 2021 viene pubblicata una fotografia in cui si riconoscono Antonio Elia, l’avvocato Vincenzo Belvedere, difensori entrambi di Orazio Lo Bianco e Pietro Giamborino, imputati nel processo in corso di svolgimento, nonché nuovamente Walter Vercillo recante lo scritto ‘Grazie all’avvocato Enzo Belvedere per averci scelto come consulenti informatici forensi. Il successo si costruisce con obbiettivi e sacrifici’. Il 25 febbraio 2021 viene pubblicata una fotografia in cui si riconoscono Elia Antonio, Walter Vercillo all’interno dell’aula bunker di Lamezia Terme recante: ‘Passione e lavoro, consulenti forensi presso l’aula bunker di Lamezia Terme’. In quella data, da una relazione di servizio fatta dalla dottoressa Frustaci, si evince che Antonello Elia era presente in aula e si avvicinava alla stessa dottoressa per consegnarle un biglietto da visita dello studio Vercillo per eventuali consulenze di parte. Cioè quelli che non avevano tempo per fare le trascrizioni di Rinascita Scott”. 

    Alla luce di quanto denunciato Gratteri ha quindi chiesto al Tribunale di Vibo “un’integrazione del collegio peritale, nominando 15-20 periti; di fissare un termine finale per l’esecuzione dell’incarico e il deposito della perizia trascritta e al contempo di istituire un termine mensile per i depositi parziali delle trascrizioni; di chiedere chiarimenti al collegio peritale”. Tra questi verificare con Nardoni quali fossero le ragioni del colloquio con il detenuto agli arresti domiciliari in violazione delle prescrizioni, verificare con Vercillo la natura degli incarichi ricevuti in altri procedimenti da difensori di imputati nel processo Rinascita-Scott, come si evince dai post su Facebook, per valutare se si tratti di procedimenti connessi o collegati a Rinascita-Scott. Gratteri ha chiesto di verificare anche per quale motivo i periti dopo aver chiesto una proroga di 24 mesi hanno accettato altri incarichi, e se i periti siano in grado di ottemperare al mandato ricevuto in tempi compatibili con i termini di custodia cautelare degli imputati. 

    Il Tribunale collegiale presieduto da Brigida Cavasino ha affermato che aveva già in mente di aumentare il numero dei periti e il prossimo 5 luglio i periti saranno chiamati a chiarire le vicende che li riguardano. 

    Più informazioni su