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Soppressione Movimento apostolico, non è un momento “da stadio”

"Ci vuole il rispetto per chi è stato vittima inconsapevole ma ci aveva creduto"

Di Don Ivan Rauti*

La soppressione del Movimento Apostolico non è una notizia di cronaca, è un momento ecclesiale.

Va accolta con maturità, con gratitudine al Papa per aver voluto fare chiarezza su questa realtà per il bene di tutta la Chiesa, soprattutto dei “più piccoli”.
Va accolta in spirito evangelico, e non con logiche “da stadio”.
La Chiesa non è fatta di supporters.

Bisogna, sempre e comunque, avere rispetto e condividere la sofferenza che questo provvedimento provoca nel cuore di molte persone (presbiteri, laici, consacrate) che hanno creduto e hanno seguito questa spiritualità in buona fede.

Certo, molti (non tutti) sono stati vittime inconsapevoli di dinamiche occulte e di raggiri che, dopo oltre 40 anni, sono venuti fuori e smascherati (come afferma il decreto).
Il Movimento Apostolico non si è rivelato un cammino ecclesiale, evidentemente.

Ma molti volevano e vogliono solo seguire il Vangelo.
Ed è fondamentale che la comunità cristiana mostri il suo volto di madre.

La sfida è sempre quella della fraternità e dell’amore incondizionato.

*Parroco ‘Santa Teresa del Gesù’ 

(immagine d’archivio)