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Catanzaro tra storia e ricordi nella visione di Gioacchino Concolino

Uscito nelle librerie e nelle edicole l’atteso libro

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di Marcello Furriolo

Catanzaro celebra la Festa del Santo Patrono San Vitaliano non solo con i tradizionali eventi liturgici, che quest’anno vedranno la conclusione in uno dei quartieri più a rischio della città, ma anche con la felice coincidenza dell’uscita nelle librerie e nelle edicole dell’atteso libro di Gioacchino Concolino “Catanzaro tra storia e ricordi”, edito, con particolare cura e qualità tipografica, dalla Casa Editrice Titani, dell’architetto Riccardo Colao, che in questi anni ha dato un notevole impulso all’editoria regionale, con pubblicazioni di grande interesse storico, artistico e sportivo.

Finalmente il grande affresco sull’amata Catanzaro di Gioacchino Concolino si arricchisce di nuove immagini, colori, particolari, personaggi, luoghi e storie, che ampliano un mosaico straordinario, di incomparabile suggestione emotiva.

Il secondo volume di “ Catanzaro tra Storie e Ricordi ” ci accompagna in un percorso ideale tra figure, pezzi di città e avvenimenti, che va dalla fine del Settecento agli anni sessanta del secolo scorso. Un viaggio suggestivo, ricco di sorprese, apparentemente senza un filo conduttore, in cui il lettore-viaggiatore è immerso e coinvolto fino in fondo, senza un attimo di tregua, mai sazio delle notizie, delle curiosità, delle incantevoli e incredibili immagini, che ci restituiscono insieme alla storia, spesso sconosciuta o dimenticata, una parte di noi stessi alla ricerca della nostra identità.

Anche questo secondo volume è preceduto da una pregevole presentazione di Nicola Siciliani De Cumis, che inquadra il prezioso lavoro di Concolino nel non consueto campo letterario dell “autobiografia indiretta” , che si ricostruisce attraverso i luoghi, le persone, i colori, i rumori, i profumi dell’aria e delle cose, con il “proposito autoeducativo”, un  “ cercare se stesso nella biografia della città ”.

E il viaggio a cui viene invitato il lettore diventa un percorso intimo dell’autore intorno alla memoria, un lungo cammino fatto di rimandi, di richiami, di non voluti flashback alla ricerca della Catanzaro perduta. E Concolino riesce a far emergere dalle mille sfaccettature, che si riflettono dalle storie e dagli ambienti, un’immagine di città corale, che costituisce un vero tesoro nascosto, anche agli occhi di chi la conosce, ci abita, c’è vissuto, c’è nato. E‘ questo il vero incantamento dell’opera di Concolino, che per le sue specificità è difficile incastonare in un genere letterario o in un’unica categoria artistica.

“Catanzaro tra storie e ricordi” è, innanzitutto, una grande confessione di amore sviscerato nei confronti di questo territorio, nella sua conformazione fisica, ma sopratutto nella sua dinamica storica e civile, che si è andata determinando nel tempo, attraverso gli uomini e i fatti, piccoli e grandi, che ne costituiscono la poesia diffusa, la collana preziosa e amabile che si inanella attorno alle sue valli verdeggianti, ai colli antichi che guardano superbi giù verso il mare.

Il lavoro di Concolino è, poi, un’ impareggiabile opera di recupero di memoria dal flagello del tempo e dall’incuria degli uomini, che, proprio in Calabria e nella città di Catanzaro, sembrano particolarmente vocati alla dimenticanza e all’oblio, se non a cancellare le tracce e le impronte del proprio passato, delle origini e delle testimonianze della propria comunità. E qui il giudizio dell’autore si fa significativamente severo e determinato, facendo emergere in modo netto anche la sua passione civile, che così si esprime: “ occorre considerare ciò che in un determinato senso comune ha rappresentato quasi un flagello per la città di Catanzaro, una malintesa idea di “ammodernamento”. Nel nome di questo modo di pensare, “illustri” uomini di potere che hanno avuto la responsabilità della cosa pubblica della nostra amata Città, convinti di lasciare alla storia una traccia indelebile della propria persona, hanno costruito il loro credo e la loro azione politica sulle parole “demolire, abbattere, distruggere”…. Per questi “grandi uomini” le parole: recuperare, ristrutturare, risanare, rinnovare, hanno rappresentato termini inutili e desueti”.

Ma l’opera di Gioacchino Concolino è anche un inestimabile lavoro di ricercatore e investigatore intelligente e testardo, che non si ferma dinanzi al primo ostacolo, ma scava sempre più in profondità, fino al limite estremo, anche i terreni più impervi, alla ricerca della verità e al recupero della memoria.

Il volume è un grande e impareggiabile libro di immagini. Illustrate sia dalle parole che con le fotografie e i documenti. Le fotografie costituiscono un supporto visivo straordinario e, in alcuni casi, di valore assoluto e senza precedenti, frutto del lavoro e della passione personale di Concolino, ma anche dell’apporto di grandi fotografi catanzaresi, che hanno dedicato il loro impegno e il loro talento per la difesa e la tutela del patrimonio artistico e culturale della città, come Carlo Elia. La funzione del documento fotografico nel lavoro di Concolino non è solo di illustrazione dei fatti e dei personaggi narrati nel libro, ma è essenzialmente un altro racconto che si dipana con l’intreccio e la sequenza del grande cinema, ma anche con la potenza iconica delle opere esposte nei grandi musei. E il libro si può sfogliare come un magnifico catalogo d’arte. Ci sono alcune immagini di assoluto valore storico e documentario, come quella che riproduce “L’antica Ruota degli esposti”, che restituisce realismo e umanità impressionanti alla storia delle Orfanelle dell‘ Antico Conservatorio della Stella.

E nei nove ritratti che compongono lo splendido excursus disegnato dall’Autore non manca un salto non occasionale nella grande Storia e in un passato ancora più remoto, alla fine del XVIII secolo, attraverso la figura di un controverso personaggio come il Cardinale Fabrizio Ruffo, protagonista di una mirabolante riconquista del Regno di Napoli, partendo da Palermo alla guida di avventurose truppe di Sanfedisti e attraversando da conquistatore le Calabrie. L’occasione  è ghiotta per Concolino per tracciare non solo, con poche accorte pennellate, la figura inquietante di Ruffo, protagonista anche dello splendido romanzo “Rosso Cardinale” del grande scrittore inglese Peter Nichols, ma di tracciare uno spaccato della città di Catanzaro e della sua, all’epoca, avveduta classe dirigente, che seppe salvarla da un devastante assedio.

Un vero capolavoro di tecnica narrativa e di rappresentazione della storia per immagini Concolino lo compie con la ricostruzione della vicenda impareggiabile della “tranvia”, in cui viene rappresentato in modo plastico e dettagliato lo straordinario rapporto di “ Catanzaro e il tram”. In 81pagine Gioacchino ci accompagna attraverso il magico percorso della funicolare, dalla stazione di partenza a Catanzaro Sala fino all’attuale Piazza Matteotti. E’ la straordinaria occasione per raccontare e far rivivere il fascino del centro storico, il mitico Corso Mazzini disegnato dalle rotaie del tram e le sue puntuali fermate nel cuore pulsante di una Catanzaro senza tempo e nello spazio dilatato della nostalgia e del rimpianto.

Un meraviglioso viaggio nella memoria, che con la maestria del grande narratore, dell’abile regista, dell’insaziabile collezionista di emozioni e dell’inguaribile sognatore, ancora una volta, Gioacchino Concolino regala alla fantasia dei lettori, ma anche alla storia ancora non scritta e conosciuta di questa splendida città di Catanzaro.    

 

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