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La questione porto affligge i piccoli imprenditori

Alcuni artigiani e commercianti che gravitano intorno all’infrastruttura sono in difficoltà. Fermi senza incassi nel periodo clou dell’anno

Si allungano i tempi e mentre siamo già a luglio la questione porto e pontili sembra complicarsi. E se da un lato c’è il malcontento dei diportisti impossibilitati ad attraccare nel porto del capoluogo, dall’altro c’è la grande e non sottovalutabile problematica che accomuna diversi imprenditori i cui affari ruotano intorno all’infrastruttura portuale.

Sono alcuni artigiani e negozianti del settore che iniziano ad accusare i colpi di una vicenda che sembra non trovare fine e che, ingenuamente, si pensa sia rilevante solo per chi ha bisogno di un posto barca o chi chiede di poter istallare i pontili. Ma intorno alla vicenda porto ci sono una serie di piccoli e medi imprenditori che oggi si trovano con le mani legate, con investimenti fatti in virtù di un porto attualmente inesistente, con famiglie sulle spalle, dipendenti lasciati a casa con l’amaro in bocca, fermi in uno dei periodi clou per il settore in cui operano.

Crollo degli incassi, preoccupazioni e difficoltà: l’economia del settore a Catanzaro non gira

“Ho avuto un crollo pari a circa l’80% e posso dire che lo stesso è stato registrato dagli altri colleghi – ha detto Antonio Russo, titolare del negozio Mister Fish, sito nei pressi dell’infrastruttura portuale – la situazione che stiamo vivendo è ben visibile perché nel negozio non c’è nessuno, gli anni precedenti qui ci sarebbe stata la fila e con me a lavorare in negozio dei dipendenti, ora sono solo e preoccupato. Usciamo dal periodo critico del Covid che è stato brutto per tutti, ma questa situazione ci sta portando al collasso.”

Quindici anni fa mi sono trasferito con l’attività nella zona del porto pensando al suo potenziale sviluppo, abbiamo lavorato grazie all’istallazione dei pontili ma oggi è tutto fermo, sono seriamente preoccupato

I mesi di luglio e agosto per attività come quella del signor Russo sono i più redditizi ma con il porto chiuso e le pochissime barche che circolano in zona gli incassi si sono ridotti e il negozio pieno di merce, come si vede in foto, è deserto. Gli investimenti dei piccoli imprenditori sono stati fatti proprio in funzione del porto e oggi quei passi compiuti con sacrificio e duro lavoro sembrano non portare a niente: “Quindici anni fa mi sono trasferito proprio nella zona del porto pensando al suo potenziale sviluppo – ha proseguito Russo – abbiamo lavorato grazie all’istallazione dei pontili ma oggi è tutto fermo, sono seriamente preoccupato, ho un’attività da mandare avanti e una famiglia sulle spalle, sto lottando per pagare le spese, ho fatto degli ordini ma ora mi trovo in difficoltà coi pagamenti.”

Vogliamo solo lavorare, ma non possiamo farlo, perché i diportisti si stanno traferendo altrove, l’economia del nostro settore qui ora non gira più

Senza diportisti e con il porto chiuso, c’è poco da fare, alcune attività sono in sofferenza nel pieno di una stagione che doveva già essere avviata: “Vogliamo solo lavorare, ma non possiamo farlo, perché i diportisti si stanno traferendo altrove – ha concluso – l’economia del nostro settore qui non gira più.”

Investimenti fatti in virtù di un porto funzionante: oggi solo delusione

E anche tra gli artigiani c’è chi si trova in difficoltà: “Ho fatto investimenti quest’inverno illuso dalle promesse che per quest’estate i pontili sarebbero stati pronti – ha detto Gianluca Vitale di Officinevitale – posso dire che attualmente nonostante i sacrifici fatti non ho in tasca neanche 10 euro di guadagno.”

Ho dovuto cercare lavoro altrove, spostarmi in altre province per andare avanti con l’attività

Insieme a suo figlio il signor Vitale si occupa di costruzioni in acciaio inox per le imbarcazioni da diporto e con il porto funzionante, lo scorso anno, ha lavorato sempre a tempo pieno, impiegando anche tre dipendenti, che oggi è costretto a lasciare a casa: “Ho dovuto cercare lavoro altrove, spostarmi in altre province per poter lavorare – ha proseguito – la questione pontili ha creato molti danni e non solo a me. Siamo con le mani legate abbiamo investito in virtù della progettazione del porto, pensavamo di lavorare il doppio e invece, io e altri, siamo stati costretti a migrare altrove per fare andare avanti le nostre aziende.”

Perché non si vuole far decollare il porto? Perché sono stati acquistati gru e muletti che ora sono inutilizzati e abbandonati? Perché si pensa a pulire l’area Festival senza considerare il resto?

C’è molta amarezza in chi ha creduto e crede nel potenziale del porto, in chi ha lavorato sodo e con sacrificio e che giustamente inizia a porsi diverse domande: “Perché non si vuole far decollare il porto? Perché sono stati acquistati gru e muletti che ora sono inutilizzati e abbandonati a ridosso dell’area portuale? Perché si pensa a pulire l’area Festival senza considerare il resto? – si chiede Vitale – Ci vuole amore e passione per il mare e la città, che è quello che spinge noi a lavorare quotidianamente, nonostante le difficoltà, pensando solo agli interessi economici non si va da nessuna parte.”