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I farmacisti contro la circolare commissariale che limita le vaccinazioni in farmacia

Ricevuti dal facente funzioni Spirlì, attendono per lunedì nuove disposizioni per l’uso dei quattro tipi di vaccino a disposizione per non vanificare un canale capillare di immunizzazione

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Il protocollo tra le farmacie e la Regione Calabria era stato firmato, con reciproca soddisfazione, il 16 aprile scorso. I farmacisti, dopo aver seguito diversi moduli di preparazione organizzati dall’Ordine e dal Federfarma, avrebbero potuto procedere alla somministrazione del vaccino anti-Covid nelle loro farmacie. Tutti i tipi di vaccino, dei quattro in distribuzione. Lunedì scorso, 12 luglio, si è passati all’atto pratico.

Le farmacie che ne hanno fatto richiesta, che si sono attrezzate dal punto di vista professionale e logistico, che hanno pertanto investito in tempo e denaro, sono state in grado di assolvere alla funzione che si sono date e per le quali sono sempre di più riconosciute dal cittadino, soprattutto nei piccoli centri: il primo, prossimale, presidio sanitario. Nel caso specifico, con l’intento di contribuire a rendere il piano vaccinale regionale più efficiente, grazie alla diffusione capillare nel territorio, secondo l’assunto ribadito anche recentemente dal commissario per l’emergenza Figliuolo: laddove i cittadini non vanno al vaccino, portiamo il vaccino ai cittadini. Consentendo alle due fasce attualmente più attenzionate dal punto di vista epidemiologico, gli over 60 e i giovani, di avvinarsi alla somministrazione con la fiducia che caratterizza il rapporto con il farmacista, senza necessità di percorrere chilometri e impegnare molto tempo, con nessuna formalità burocratica se non la semplice compagnia della tessera sanitaria e del documento di identità.

Al resto ci pensa il farmacista: all’iscrizione sulla piattaforma regionale, alla prenotazione in tempi ravvicinati, giusto il necessario a raccogliere le cinque prenotazioni necessarie a consumare l’intera provetta, la somministrazione. Tutto è filato liscio. Le dosi erano arrivate in numero sufficiente alla bisogna, il vaccinando poteva scegliere il tipo di vaccino salvo prescrizioni particolari e disponibilità, una volta eseguita la puntura la si comunicava alla piattaforma con la disponibilità immediata della certificazione. Come succede negli hub vaccinali, ma in modo più diretto, immediato, quasi familiare.

Questo fino a metà settimana. Quando arriva firmata dal commissario alla sanità prefetto Guido Longo, indirizzata a tutti i commissari delle Asp e alle farmacie territoriali, una circolare nella quale è vivamente raccomandato, per non dire imposto, di provvedere alla vaccinazione usando solo il vaccino Johnson prodotto da Janssen Pharmaceutical. E qui c’è l’inghippo per il quale i titolari di farmacia delle cinque provincie calabresi e i farmacisti riuniti nei rispettivi ordini provinciali (mancavano solo i rappresentanti cosentini) hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa per mettere alcuni punti fermi e per informare la cittadinanza di quanto avviene contro la loro volontà e disponibilità. Come dice Vitaliano Corapi, presidente dell’ordine dei farmacisti di Catanzaro, consentire l’uso del solo vaccino Johnson, monodose a vettore virale, consigliato secondo i protocolli ai soli ultrasessantenni senza patologia, significa azzerare in pratica l’esercizio della vaccinazione nelle farmacie.

Riferisce Levino Rajani, farmacista a San Mauro Marchesato e presidente dell’ordine di Crotone, che pure in pochi giorni ha assolto a 130 prenotazioni effettuando ben 45 inoculi, che il possibile utente corrispondente alla raccomandazione, ultrasessantenne e non affetto da patologie, è praticamente uguale a una sola unità. Da qui l’allarme della categoria, subito esternato in Regione.

Ricevuti dal facente funzione Spirlì, racconta Massimo De Fina di Federfarma Vibo Valentia, e dalla sua struttura, hanno riferito quanto accaduto e chiesto che, contrariamente quanto disposto nella circolare commissariale, la consegna nelle farmacie riguardi tutti i quattro tipi di vaccino attualmente disponibili. Anche perché lo scopo del far venire allo scoperto le fascia più adulta e restia alla vaccinazione deve intendersi se non raggiunto quantomeno prossimo al livello che gli esperti ritengono fisiologico. È l’utenza più giovane a dovere essere invogliata o soltanto non impedita, nei limiti del possibile.

Ettore Squillace di Federfarma Reggio Calabria cita i dati ufficiali diffusi proprio ieri dalla Regione, secondo i quali il 22-28 per cento degli ultrasessantenni calabresi non è stata ancora vaccinata, mentre nella fascia tra 20 e 29 anni meno del 50 per cento ha assunto perlomeno una prima dose. Si scontano insieme la ritrosia sull’uso di Astra-Zenica, la perplessità prescrittive sullo Janssen, e la maggiore richiesta di Moderna e Pfeizer che sono proprio i due tipi di vaccino che i farmacisti vorrebbero avere con maggiore disponibilità. Le farmacie, del resto, rispondono all’approccio sul Covid in maniera ormai ottimale.

Oreste Gualtieri di Federfarma Crotone tiene a precisare che le farmacie sono ottimamente attrezzate a eseguire sia i test sierologici che i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione del Covid-19. I test là eseguiti hanno date diverse risposte positive che sono state immediatamente inoltrati alle autorità competenti per i provvedimenti conseguenti di prevenzione e quarantena. Occorre che l’utenza guardi sempre con maggiore fiducia alle farmacie come rispondenti in pieno ai criteri di attendibilità e di immediatezza ai test sierologici e ai tamponi eseguiti da professionisti pienamente abilitati e competenti. Anche in previsione della più che probabile introduzione del green pass e in attesa della terza ondata autunnale pronosticata dagli esperti, in massima parte dovuta alla variante delta del virus. I farmacisti e i titolari di farmacia non sono in guerra con nessuno.

Tanto da ringraziare il facente funzioni Spirlì e la sua struttura in Regione di averli ascoltati e compresi, arrivando ad assicurare il fattivo intervento affinché giunga entro lunedì prossimo ai commissari delle Aziende e alle farmacie territoriali comunicazione ufficiale del superamento della precedente circolare restrittiva sulla distribuzione dei diversi tipi di vaccino. In caso contrario dovranno ammettere con disappunto e comunicare alla popolazione che la loro collaborazione alla migliore riuscita del piano vaccinale sarà praticamente vanificata da una disposizione illogica e immotivata che potrebbe mettere anticipatamente fine a un’esperienza che ha posto la Calabria tra le prime regioni ad avere attivato il canale vaccinale nelle farmacie.

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