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Governo verso il green pass obbligatorio, cosa ne pensano i ristoratori di Catanzaro?

"Sì" al passaporto obbligatorio per evitare chiusure forzate nei mesi autunnali. Ma c'è chi non ci sta: "Non siamo dei controllori"

Multe di 400 euro e chiusura per 5 giorni: sul fronte green pass le sanzioni per bar, ristoranti e loro clienti, secondo indiscrezioni, potrebbero essere queste. La cabina di regia del Governo, per discutere sulle norme relative all’obbligo di introdurre il green pass per i luoghi di svago e intrattenimento, è prevista per la prossima settimana e, intanto, la questione si fa spinosa proprio sul nodo ristoranti e bar. Servirà il green pass per bere un caffè al bar e cenare al ristorante come già accade in Francia e Grecia?

A Catanzaro gli imprenditori del settore ristorazione seguono gli sviluppi della questione con spirito e idee differenti: alcuni non sono affatto contrari alla possibile introduzione del passaporto vaccinale, per altri non è invece una buona soluzione. Ecco cosa ne pensano alcuni di loro.

Serve sale in zucca: sì al green pass per tutelare le aziende nel lungo periodo

“Sono favorevole al green pass – ha chiosato – Fabio Celia proprietario del Byblos e di Dolci emozioni – è uno strumento di tutela per la nostra categoria perché non si esclude l’ipotesi di un possibile blocco nei mesi di settembre/ottobre e questo va assolutamente evitato.” Una posizione netta quella di Celia che si spiega in relazione alle chiusure obbligate degli scorsi mesi e alla paura di essere costretti nuovamente a chiudere. Le imprese sono già in sofferenza ma anziché abbassare la testa stanno cercando di andare avanti stringendo i denti e facendo sacrifici: “Dobbiamo fare in modo che non si ripeta quello che già abbiamo vissuto – ha proseguito –non si deve bloccare l’economia ma se ci sono strumenti in grado di tutelare l’imprenditoria a lungo termine è giusto che debbano essere introdotti.”

Il vaccino è un passaggio fondamentale, aprire in modo scorretto non porta beneficio, per questo sono favorevole al passaporto vaccinale e a tutte le altre forme di tutela

Secondo l’imprenditore un po’ di sale in zucca è quello che serve, perché se da un lato l’introduzione del green pass potrebbe far registrare un calo delle presenze in bar e ristoranti, dall’altro eviterebbe un arresto forzato nel lungo periodo: “Il vaccino è un passaggio fondamentale – ha concluso – aprire in modo scorretto non porta beneficio, per questo sono favorevole al passaporto vaccinale e a tutte le altre forme di tutela.”

La ristorazione non può essere organo di controllo: “No al passaporto vaccinale, accogliamo tutti”

Una posizione differente è quella di Giuseppe Minieri che a Soverato ha appena inaugurato il suo nuovo locale “da Paolino”: “La ristorazione non può essere un organo di controllo – ha detto – da noi sono tutti i benvenuti, nasciamo come luogo di accoglienza e non possiamo controllare i nostri clienti.” Per l’imprenditore l’introduzione del passaporto sarebbe un problema: “Il green pass minerebbe ulteriormente il nostro lavoro e non è solo un problema dovuto all’accoglienza dei clienti perché interesserebbe anche i nostri dipendenti. Faccio un esempio: se ho un dipendente formato ed esperto che rappresenta per me un’eccellenza e per vari motivi non possiede il green pass, devo mandarlo a casa? – ha precisato – è impensabile una cosa del genere, perché l’attività ne risentirebbe.”

Si possono adottare diversi accorgimenti per evitare il contagio ma al green pass rimango contrario

L’introduzione del green pass obbligatorio per regolamentare gli spazi di condivisione sociale porta diversi nodi al pettine e gli imprenditori dei settori interessati ragionano diversamente: “Stiamo lavorando bene, la gente ha voglia di uscire, mangiare fuori e divertirsi – ha concluso – si possono adottare diversi accorgimenti per evitare il contagio ma al green pass rimango contrario.”

Necessario lavorare in sicurezza: d’accordo con il green pass per evitare nuove chiusure

“Dovrebbe valere il “principio della ragionevolezza” in quanto tutte le persone più deboli devono essere tutelate – ha detto Andrea Rotundo del Trinken Haus – Credo che vaccinarsi sia un dovere sociale soprattutto per noi operatori del settore della ristorazione, che ogni giorno veniamo a contatto con centinaia di clienti, dobbiamo assolutamente metterci nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza.”

Se il green pass dovesse rappresentare la soluzione per non incorrere in nuove chiusure siamo assolutamente d’accordo con questa misura. Al momento non abbiamo altre soluzioni per contrastare questo virus se non la medicina

E anche lui è concorde all’introduzione del passaporto vaccinale per evitare possibili chiusure nei mesi autunnali: “Se il green pass dovesse rappresentare la soluzione per non incorrere in nuove chiusure siamo assolutamente d’accordo con questa misura. Al momento non abbiamo altre soluzioni per contrastare questo virus se non la medicina.” E infine sottolinea: “Siamo felici di avere tutto il personale vaccinato con almeno una dose e a quasi la metà di loro è stata somministrata anche la seconda. Siamo sulla strada giusta sperando che il governo non metta nuovamente in ginocchio il nostro settore con altre restrizioni o chiusure.”

Green pass cosa buona e giusta, le imprese non possono permettersi altre chiusure forzate

Sulla stessa lunghezza d’onda è Antonio Grampone del ristorante Stella Maris: “L’introduzione del green pass è una cosa giusta, se non stiamo cauti rischiamo di chiudere tra qualche settimana e questo va assolutamente evitato, dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter lavorare, perché gli aiuti da parte del Governo sono stati pochi, quindi ben vengano tutte le misure necessarie a limitare il contagio.”

Non possiamo permetterci nuovamente una chiusura totale prolungata, meglio pochi clienti sempre che nessuno, è una questione di responsabilità e rispetto

E se con l’obbligo di green pass un cliente dovesse arrivare in ristorante sprovvisto della certificazione?: “Non lo accetterei, ripeto, non possiamo permetterci nuovamente una chiusura totale prolungata – ha affermato – meglio pochi clienti sempre che nessuno, è una questione di responsabilità e rispetto, è una posizione che prendo nei confronti dei miei clienti e di tutto il mio personale che ha già provveduto a vaccinarsi.”

Problemi sui controlli, no al green pass in questa fase, complicherebbe le cose

Paolo Lanzellotti che è gestore del ristorante Lido di Squillace ha ribadito l’importanza della vaccinazione ma al momento è contrario all’introduzione del green pass: “Mi sono vaccinato appena ho avuto la possibilità ma credo che al momento introdurre l’obbligo del green pass per venire al ristorante possa causarci dei problemi organizzativi.”

Come dovrò controllare la documentazione che mi consegna il cliente? Secondo me è una cosa complessa e non facile, soprattutto in questo periodo dell’anno rischiamo di creare confusione

La preoccupazione del ristoratore è collegata alla procedura di controllo del pass: “Come dovrò controllare la documentazione che mi consegna il cliente? Secondo me è una cosa complessa e non facile, soprattutto in questo periodo dell’anno – ha concluso – rischiamo di creare confusione nel periodo che per noi è il più redditizio e frenetico. Certo è che per l’inverno, quando i locali lavorano solo al chiuso, una soluzione va trovata ma nell’immediato introdurre alcune limitazioni a mio avviso è controproducente.”