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Il Parco dedicato a Borsellino da tempo tra incuria e abbandono. La denuncia dell’ex consigliere comunale Rizza

L'area venne inaugurata nel 2011 nel corso di una iniziativa di Catanzaroinforma e Coisp. "Individuare risorse e soluzioni per riqualificare l'intera area"

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Il parco dedicato alla memoria di Paolo Borsellino – ricorda l’ex consigliere comunale Roberto Rizza – versa da tempo in condizioni di incuria e abbandono e questo, oggi, nel giorno della ricorrenza della tragedia di via D’Amelio ricordata dal sindaco Abramo con un post su facebook attraverso il quale si invita a riflettere, “ciascuno per la propria parte”, sull’importanza di mantenere vivi gli insegnamenti di Paolo Borsellino, fa ancora più rabbia.

Anche così, infatti, tra degrado urbano e arte della retorica, il percorso di lotta all’illegalità e di affermazione dei principi di merito e giustizia sociale perde pezzi. E in un contesto già tanto problematico tutto questo contribuisce alla convinzione che nulla potrà mai cambiare. Così non può e non deve essere.

Io credo che i partiti e le istituzioni abbiano una grande responsabilità, tanto pratica quanto simbolica, nella lotta alla criminalità; e credo che un ente locale debba educare alla cultura della legalità rafforzando la presenza, costruendo percorsi e sviluppando idee soprattutto nei territori più difficili.

Oggi l’amministrazione comunale di Catanzaro celebra questa giornata con un post su facebook del nostro primo cittadino e nulla più. È necessario ricordare all’amministrazione che la città, al contrario, avrebbe e ha bisogno di ben altro. Oggi come sempre. Di esempi e di costanza nel lavoro in primis.
“Contro la mafia serve buona politica”, lo disse proprio Paolo Borsellino, e oggi in città, di buone pratiche e di buoni esempi si fa fatica a rilevarne traccia.

Generico luglio 2021

Ricordo perfettamente quando proprio nel parco del quartiere Pistoia, il 19 luglio, su iniziativa della redazione di “Catanzaroinforma” e del sindacato indipendente di polizia Coisp, ci ritrovavamo in tanti. Associazioni, sindacati, cittadini e scuole, tutti assieme per commemorare uomini come i magistrati Falcone e Borsellino, per incoraggiare le istituzioni e la politica al lavoro e per stimolare in città discussioni e sensibilità.
Quella manifestazione si tenne per ben sei anni consecutivi, prima di cadere nella solitudine e nel tempo a causa della passività di chi amministra la cosa pubblica incapace di dar seguito alla più sana delle idee: quella di fare di quel centro polifunzionale l’epicentro di integrazione e lotta alla criminalità costruendo, proprio in quello stesso quartiere, per il percorso che si era avviato in un tavolo di lavoro, un interesse ciclico con cadenza mensile.  Ma istituzioni, politici e buona parte delle associazioni non diedero, alla fine, fattiva dimostrazione di voler continuare.

Oggi di quelle giornate e di quel parco rimangono solo dei ricordi che però oggi, più che in altri tempi, abbiamo il dovere di rispolverare per farne seme di verità e antidoto contro le “tossine” della stanchezza e della rassegnazione. Solo questo esercizio – dobbiamo esserne consapevoli – renderebbe, se sentito e quotidiano, onore al sacrificio di uomini come Borsellino e Falcone che ci hanno lasciato insegnandoci cosa vuol dire morire per una giusta idea e per un ideale di giustizia.

Spero che nell’immediato, nel merito, si possano individuare risorse e soluzioni per riqualificare l’intera area, dandone nuova e diversa vita, affinché la presenza delle istituzioni non sia solo ipocrita e simbolica. Sarebbe il minimo.

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