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UMG, questa mattina cerimonia di consegna dei diplomi di specializzazione TFA Sostegno V ciclo foto

Presenti anche i familiari di Rossella Colosimo, giovane corsista venuta a mancare prima della discussione finale. Commozione e applausi per la pergamena rivolta al cielo

L’attivazione del corso di specializzazione TFA Sostegno – V ciclo presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, terminato qualche settimana fa, permetterà a tanti bambini e adolescenti speciali di avere accanto nuovi insegnanti formati che possano accompagnarli nel loro cammino di crescita a scuola. Molti dei docenti entreranno nelle scuole catanzaresi, altri saranno sparsi sul territorio calabrese e italiano per prendersi cura degli studenti e favorire quel processo di inclusione a volte non pienamente raggiungibile.

Ospitare la scuola di specializzazione presso l’università del capoluogo calabrese ha rappresentato una grande risorsa per rispondere ai bisogni del territorio e colmare la carenza di insegnanti specializzati. Non poteva allora mancare un momento per fermarsi a riflettere sul ruolo strategico del corso e salutare gli specializzati. E così, questa mattina nell’auditorium dell’università si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi alla presenza del Rettore Giovambattista De Sarro, del Presidente del Corso di Specializzazione Anna Maria Murdaca e delle docenti Patrizia Oliva e Rossana Caridà.

La sfida accolta dal Rettore e l’ottima riuscita del corso

Nel suo intervento il Rettore ha voluto sottolineare la sfida che ha rappresentato questo corso per l’università Magna Graecia, soprattutto in un periodo di emergenza sanitaria, dove tutta la macchina organizzativa ha dovuto lavorare sodo per permettere ai corsisti di concludere il corso nei termini previsti: “La regione Calabria è spesso trattata male ma è invece una terra che merita, perché soprattutto durante questo periodo di emergenza Covid abbiamo scoperto di essere bravi, prima scappavamo al Nord, invece i miei colleghi sono stati in grado di difendere molto bene la Calabria – ha esordito De Sarro – E’ capitato in passato che venisse qui a curarsi qualche paziente da Messina e poi mi riferisse circa la professionalità dei medici che si prendevano cura dei malati ascoltandoli.  Ho accettato la sfida di portare il TFA- Sostegno all’UMG dopo una chiacchierata con la professoressa Murdaca – ha aggiunto – ho accolto il suo invito e siamo stati i prima a partire e a terminare questo corso, ne sono ampiamente soddisfatto, se dovessi usare la metafora calcistica la professoressa Murdaca è la Mancini della situazione, perché con il suo modo di lavorare ha rivoluzionato la Calabria.”

Chiudo facendovi il mio in bocca al lupo e mi auguro che non scappiate tutti dalla Calabria perché  abbiamo bisogno di formare i bambini e gli adolescenti di domani in maniera adeguata

La preparazione di tutto il team docenti coinvolto e una tabella di marcia serratissima hanno permesso, infatti, ai corsisti di formarsi adeguatamente nei diversi gradi di istruzione, acquisendo le competenze necessarie per supportare gli alunni speciali e il gruppo classe: “Ringrazio tutti i docenti che hanno collaborato all’ottima riuscita del corso – ha aggiunto – e lo stesso ringraziamento va al personale tecnico e amministrativo. Chiudo facendovi il mio in bocca al lupo  e mi auguro che non scappiate tutti dalla Calabria perché  abbiamo bisogno di formare i bambini e gli adolescenti di domani in maniera adeguata.”

Commozione alla consegna del diploma ai familiari di Rossella Colosimo, pergamena rivolta al cielo

Alla consegna dei diplomi sono stati invitati anche i familiari di Rossella Colosimo, la giovane corsista venuta a mancare a seguito di un male pochi giorni prima di discutere l’elaborato finale. A ritirare la pergamena sono stati il padre di Rossella, suo marito e i suoi bambini, accompagnati dallo sguardo commosso degli altri parenti presenti e dei colleghi, tutti in piedi per lei a dedicarle un lungo applauso quando la pergamena è stata alzata dal padre al cielo: “Rossella è qui con noi, così come lo è stata durante tutta la durata del corso senza farci percepire la sua sofferenza – ha detto  la professoressa Murdaca – ha partecipato alle attività per portare avanti il suo progetto. Ogni persona ha dei programmi, ma la malattia non ha progetti e, questo io lo dico sempre, oggi può sembrare che abbia vinto la  malattia, ma ha vinto Rossella perché lei è qui con noi insieme al suo sogno, tanto è vero che i suoi colleghi corsisti TFA hanno donato una somma di denaro ad una struttura per disabilità in provincia di Ragusa, partecipando a quello che era il suo obiettivo, stare vicino ai ragazzi speciali.”

E rivolgendosi a tutti i suoi corsisti ha concluso: “Quando si sta vicino a chi soffre si deve stare in punta di piedi e ciò vuol dire saper far lavorare il cuore, abbiamo bisogno di far percepire la nostra umanità per curare la sofferenza. Dobbiamo essere capaci di trasformare il dolore in danza, questa frase la ripeto oggi a tutti voi e ai familiari di Rossella, che vivrà sempre nel cuore dei suoi figli e di chi l’ha amata, perché le persone che sono andate via non si possono dimenticare.” E il ricordo di Rossella, il suo esempio e la sua forza, rimarranno sempre impressi in tutti i suoi colleghi che, certamente, rivolgeranno a lei, il loro primo pensiero non appena varcheranno la soglia di scuola per entrare in classe.