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“Abramo Customer Care, riportate la serenità nella casa di 4mila famiglie”

"Possibile che tra tutti, ma proprio tutti coloro che si riempiono la bocca di belle parole e fantasiose risoluzioni, nessuno sia in grado di prendere in mano le redini della situazione"

Riceviamo e pubblichiamo

 Era novembre del 2020 quando, a causa delle vicissitudini dell’azienda in cui lavoro da 18 anni, scrissi una lettera aperta al presidente, sig. Gianni Abramo. Quella lettera descrive la storia di 4000 persone, di cui 3000 erano calabresi. Erano e sono ancora calabresi, anche se molti stanno già pensando di fare come fecero i nostri nonni, 60 o 70 anni fa…emigrare. Si, perché, dopo poco meno di un anno la situazione anziché essere migliorata è solo peggiorata.

La Abramo Customer Care SPA era, fino qualche anno fa, un’azienda all’ avanguardia. Il fiore all’ occhiello di questa terra abbandonata da Dio e dal mondo. Un’azienda che ci ha consentito di vivere onestamente, di realizzare piccole cose ma importanti per ognuno di noi, un’azienda che ci ha dato tanto ma che  allo stesso modo da noi ha ricevuto tantissimo. Le abbiamo dato  abnegazione, professionalità, sacrifici e soprattutto tempo, facendola diventare la prima azienda in Italia per qualità e professionalità. Poi, però all’improvviso qualcosa è cambiato”. 

Fu allora che  mi rivolsi direttamente  al suo creatore, a colui che, dal nulla, forse, o sfruttando alcune leggi a favore dell’impiego e della creazione di imprese al sud, riuscì a mettere in piedi un impero. Un impero che, però, è cresciuto e si è solidificato grazie ai suoi soldati. Grazie all’impegno e all’amore di tutti coloro che in quell’impresa ci hanno creduto. 4000 guerrieri pronti a combattere con le unghie e con i denti pur di difendere quella fortezza invalicabile. Gli chiedevo di usare il buonsenso per consentire alla sua creatura di continuare a vivere. Son trascorsi 8 mesi da quel giorno e purtroppo mi ritrovo ancora qui, a scrivere, con la speranza di riuscire finalmente, in qualche modo, a far ascoltare la voce di tutti quei guerrieri.

Signor Presidente, purtroppo, questa volta non sono qui per chiederle buonsenso. Come abbiamo potuto verificare il suo buon senso si è perso per strada. Quella stessa strada dove andranno a finire 4000 famiglie senza che nessuno, in mesi e mesi di trattative, vere o false che siano state, si sia assunto l’ incarico di risolvere la loro tragedia.

Qualche mese fa una società estera, la Heritage Venture, era intenzionata ad acquistare la NOSTRA azienda. Si, NOSTRA perchè siamo noi, le matricole, i numeri, gli operai, ad averla fatta diventare quello che è diventata, il Top, il fiore all’ occhiello della Calabria, i gioiellino di cui si è vantato finchè ha potuto e ha voluto. Sembrava che da lì a qualche giorno tutto si sarebbe sistemato. Tutti noi abbiamo risposto ai comunicati aziendali, con i quali  ci chiedevano di continuare a lavorare, con il nostro impegno, il nostro lavoro, la nostra abnegazione. Ce la faremo, dicevamo tutti… ma il mostro contro cui dovevamo lottare non era il virus, non era il Covid. Quello che covava nella nostra azienda era un male ancora più oscuro. Era la volontà di chi comanda, di fare i propri interessi a discapito di tutti gli altri. Tanto a chi importa se 4000 famiglie finiscono sul lastrico, se altrettante  famiglie dovranno fare i salti mortali per dar da mangiare ai propri figli, se tra queste 4000 persone c’è chi ha fatto un mutuo quando poteva permettersi di pagarlo e ora rischia di perdere la casa e tutti i soldi che ha dato , se i figli di qualcuno dovranno abbandonare gli studi perché i genitori, dipendenti della Abramo Customer Care SPA , non potranno permettersi di mantenerli all’ università.

 A chi importa se tra queste 4000 persone ci sarà qualcuno che non potrà andare a farsi dei controlli sanitari perché anche la sanità, oramai, non distingue tra ricchi e poveri. Perché è proprio quello che siamo diventati, egregio sig. Presidente Gianni Abramo, 4000 famiglie di poveri. Ma tanto , di questo, a lei cosa importa.
Ma torniamo a noi, dicevo la Heritage Venture si propose di acquistare l’ intera azienda, poi, all’ improvviso spunta all’orizzonte un’altra società, la Sistem House, anch’essa interessata alla  Abramo Customer Care SPA. A quel punto la Heritage si ritira e si dice disposta a gareggiare in una possibile asta. Ebbene l’ asta c’ è stata , il 23 luglio, ma quell’ asta non c’era nessuno, nè la Heritage Venture, nè la Sistem house. Che fine hanno fatto? Cos’ è successo? Possibile che nessuno sia più interessato?

Sig. Presidente, ho una domanda da porle. Com’è possibile che una persona del suo calibro, una persona che ha sempre saputo come muoversi nell’ astruso mondo della finanza e del commercio, un abile oratore e mercante come lei, non sia riuscito a salvare la sua creatura, anzi, ha contribuito e sta continuando a mandarla a fondo. Ci ha mai pensato ai sui dipendenti? Ai loro sorrisi assenti, alle loro giornate piene di  false speranze, al loro continuo arrancare?

Come è possibile che il destino di ben 3000 calabresi sia rimasto all’ ombra. Il loro grido inascoltato da tutto e da tutti. Come è possibile che un “Governator  f.f.” Il Sig. Spirlì  abbia fatto, in tutto questo tempo, orecchie da mercante. Com’è possibile che i sindaci delle città coinvolte siano rimasti inermi di fronte a questa immensa tragedia? Possibile che tra tutti, ma proprio tutti coloro che si riempiono la bocca di belle parole e fantasiose risoluzioni, nessuno sia in grado di prendere in mano le redini della situazione e trovare finalmente una soluzione che riporti la serenità nelle case di 4000 famiglie?
Con fiducia oramai agli sgoccioli 1 su 4000.

Jesa Aroma