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Ordine Ingegneri, presidente Cuffaro replica a dimissionari: “Critiche inconsistenti”

Da loro invettiva velenosa conseguenza di esigenza di visibilità. Elezioni dopo la pausa estiva tramite una piattaforma ancora non utilizzabile

È con sincera sorpresa – scrive Gerlando Cuffaro presidente del consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catanzaro – che ho appreso delle dimissioni di nove consiglieri dell’Ordine degli Ingegneri che presiedo. Una sorpresa derivante dalle circostanze normative in cui queste sono maturate: è di piena conoscenza dei consiglieri dimissionari, infatti, che la circolare n. 766/XIX Sess./2021 con allegata la nota del 22.07.2021 del Direttore Generale del Dipartimento Affari di Giustizia ha sommariamente regolamentato l’iter delle elezioni dei Consigli degli Ordini in scadenza, tra cui il nostro, rappresentando che inderogabilmente le consultazioni elettorali si sarebbero dovute concludere entro il mese di ottobre 2021. Ne consegue che le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’ordine sarebbero state indette alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva che inizia oggi e si protrarrà per tutto il mese di agosto.

La tempistica delle dimissioni è quindi quantomeno sbagliata, tanto da far trasparire un’evidente tentativo di delegittimare l’azione del sottoscritto e di tutto il Consiglio davanti all’opinione pubblica attraverso un’azione tanto pretestuosa quanto incapace di produrre effetti reali e utili all’Ordine stesso.
Gli stessi consiglieri dimissionari, poi, sono pienamente a conoscenza, perché hanno espresso il proprio parere positivo nel corso della seduta del Consiglio lo scorso 14 maggio, che le elezioni si dovranno svolgere per via telematica utilizzando la piattaforma nazionale allestita ad hoc. Quella piattaforma, ad oggi, non è ancora utilizzabile perché non è collaudata.

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Basterebbero già queste due semplici obiezioni alle tesi diffuse dai dimissionari a smontare il castello di responsabilità addebitate al sottoscritto e all’Ordine stesso. Ma c’è di più ed è tutto documentabile. Secondo i dimissionari, l’Ordine non avrebbe assunto posizioni rigide e sollecite nell’attivarsi contro i disservizi delle piattaforme tecniche regionali come Sismi.ca e CalabriaSue: nel primo caso, i documenti prodotti dall’Ordine sono agli atti del tavolo tecnico regionale, nel secondo c’è addirittura una diffida redatta e firmata dall’avv. Alfredo Gualtieri per conto dell’Ordine all’indirizzo della Regione a rendere operativo e funzionante il portale senza più indugio. Non si contano, poi, i comunicati stampa e gli incontri sul tema promossi dall’Ordine.

Risibili, infine, le critiche mosse all’attività dell’Ordine in tema di formazione professionale: l’elenco di relatori di alto profilo, riconosciuti a livello nazionale, che sono stati protagonisti di nostri eventi formativi sarebbe lungo. Ne cito qualcuno solo per completezza: il vice presidente del CNI Gianni Massa, il tesoriere del CNI Michele Lapenna, il Consigliere del CNI Gaetano Fede, il prof. Massimo Mariani del CNI, il prof. Edoardo Cosenza, il prof. Alfonso Vulcano e il prof. Matteo Felitti. Non posso poi dimenticare l’apposita convenzione stipulata con l’Unical per favorire corsi e seminari tecnici.

Curiosamente, quelle critiche sono giunte, a mezzo stampa, anche da parte di chi per tutta la durata dell’incarico aveva condiviso e supportato proprio quell’attività che oggi sembra sconfessare, sconfessando quindi sé stesso.

Appare di tutta evidenza come, in maniera ampiamente documentabile, il Consiglio che presiedo ha svolto un’attività significativa e prestigiosa in tutti i campi dell’ingegneria, tanto da meritare attestati di stima pubblici anche a livello nazionale. L’Ordine, in questi anni, ha lavorato e funzionato egregiamente raggiungendo traguardi inimmaginabili, tra cui la ricostituzione, dopo tantissimi anni, della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Calabria. Quei traguardi sono stati raggiunti grazie al lavoro quotidiano e costante di chi mi ha accompagnato con passione e proattività, superando anche quegli ostacoli che dall’interno venivano frapposti ad arte.

Non rimane che derubricare la velenosa e inconsistente invettiva diffusa alla stampa a mera esigenza di visibilità e tornaconto personale in vista dell’appuntamento elettorale, un colpo di coda utile solo a produrre effetti negativi sul buon nome dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro che viene così sacrificato sull’altare degli interessi di quartiere dei singoli.