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Terza serata del MGFF, sul red carpet il premio Oscar Vallelonga

"Il cattivo poeta" il film in programma. Ospite l'attore Francesco Patamè che ne ha raccontato l'importante lavoro di ricerca storica

Premi Oscar, arte, storia e letteratura: ecco gli ingredienti della terza serata del Magna Graecia Film Festival nell’arena del porto di Catanzaro. Un’altra serata speciale e di festa, quella di ieri, per un degno diciottesimo anno di vita della kermesse cinematografica calabrese ideata e diretta da Gianvito Casadonte. Sul grande schermo è stato proiettato “Il cattivo Poeta” di Gianluca Jodice, il film che guarda alla storia di Gabriele D’Annunzio da un punto di vista insolito, ma prima, come di consueto, sul red carpet hanno sfilato gli ospiti, accolti sul palco da Carolina Di Domenico.

Gli ospiti della serata

L’invito ad inizio serata è stato quello di supportare con un piccolo contributo il progetto della Casa Paese di Cicala, un progetto che sta molto a cuore all’organizzazione del Festival, perché in grado di accogliere e sostenere le persone affette da demenza senile. Subito dopo a salire sul palco sono stati Cristian Mancuso, in arte Crimasso, e Angela Procopio insieme al loro progetto artistico concretizzatosi in “Crimasso, la dolce vita”, un libro dove sono state racchiuse le opere del giovane artista dedicate al grande Federico Fellini.

E’ una fortuna vedere così tante tante proiezioni concentrate in pochi giorni dopo un periodo così difficile di emergenza sanitaria

Ad anticipare l’entrata del Premio Oscar Nick Vallelonga, la madrina del Festival Greta Ferro, che ha voluto sottolineare il prezioso potere della kermesse dopo i giorni di lockdown: “Ormai sono entrata nell’atmosfera accogliente di questo festival calabrese – ha spiegato – è una fortuna vedere così tante proiezioni concentrate in pochi giorni dopo un periodo così difficile di emergenza sanitaria.” Con i cinema chiusi, costretti a stare a casa per molto tempo, ci voleva proprio una ventata di normalità che la kermesse sta riuscendo pienamente a far percepire al pubblico.

 

Il premio Oscar Nick Vallelonga, per lui due riconoscimenti

L’accoglienza per Nick Vallelonga è stata quella riservata alle grandi stars, e non poteva essere altrimenti. A lui sono andati due importanti premi.

Non so cosa dire, ringrazio tutti voi dal profondo del mio cuore, per me ricevere due premi, qui stasera, è un vero onore

La Colonna d’Oro del maestro orafo Michele Affidato per il Magna Graecia Awards è andata all’artista per il suo modo singolare di esplorare il cinema, passando dalla scena alla regia fino alla produzione e sceneggiatura, per essere stato in grado di scrivere storie sulla natura umana e sui temi universali con un’intelligenza e una capacità tali da toccare le corde emozionali del suo pubblico. Il premio Vigliaturo è stato invece assegnato dall’organizzazione del Festival e dai fratelli Megna della Gioielleria Megna per il suo brillante percorso artistico: “Non so cosa dire – ha detto il Vallelonga – ringrazio tutti voi dal profondo del mio cuore, per me ricevere due premi, qui stasera, è un vero onore.”

Il film in programma e l’insolita versione di Gabriele D’Annunzio

Con l’entrata in scena di Francesco Patanè, l’attore che ne “Il cattivo poeta” interpreta il giovane federale Giovanni Comini che ha il compito di sorvegliare D’Annunzio per conto del Partito Fascista, si è entrati nel vivo della proiezione del film in programma: “E’ il racconto di un D’Annunzio diverso da quello che siamo abituati a sentire – ha detto al pubblico il giovane attore – dietro questo lavoro c’è un’importante e accurata ricerca storica che è stata capace di raccontare un personaggio nuovo.”

Ho lavorato molto per non appesantire un personaggio calato in un contesto storico importante. Comini nel film è certamente un personaggio rigido, ma io ho voluto dargli un tocco di morbidezza, per intercettare la delicatezza del poeta

Subito dopo il film, nel dibattito con Antonio Capellupo, l’attore ha spiegato: “Per interpretare un personaggio così poco conosciuto come quello di Comini, mi sono affidato alle poche scritture esistenti che lui inviava al Partito Fascista e alla sceneggiatura. Ho cercato di leggere tra le sue righe – ha precisato – ho lavorato molto per non appesantire un personaggio calato in un contesto storico importante. Comini nel film è certamente un personaggio rigido – ha concluso –  ma io ho voluto dargli un tocco di morbidezza, per intercettare la delicatezza del poeta.”