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E’ il giorno del green pass. Ristoratore: “Massimo rispetto delle regole e della legge, ma non faccio il controllore”

Parla il titolare di un locale nel quartiere marinaro: Norma scellerata

E’ il giorno del green pass che entra in vigore non senza polemiche. La prime arrivano da qualche ristoratore della città che sui social alzano la voce definendola “una gran porcata”. E’ il caso di del titolare di un pub del quartiere Lido, che già nei mesi scorsi era passato alle cronache per qualche provocazione in merito a mascherine e distanziamento dei tavoli. Poi le proteste, le interviste, i dissensi e la chiusura che ha “messo in ginocchio un intero settore perché attendiamo ancora i ristori e siamo stati costretti a pagare ugualmente le nostre spese”. Sul suo profilo facebook il ristoratore non si professa un controllore e fa sapere ai suoi clienti che “la legge va rispettata al di là di ogni colore politico, ma mai chiederò il green pass all’ingresso del mio locale”. Contattato da catanzaroinforma.it, il ristoratore chiarisce che “ la legge va sempre rispettata e vogliamo lavorare e farlo in sicurezza , ma ancora una volta questo Paese sembra la repubblica delle banane e sembra che alcune normative valgano solo nei ristoranti , con dei controsensi che ci fanno arrabbiare”.

In merito al green pass l’imprenditore sostiene che “fa riflettere l’assoluta mancanza di trasparenza e chiarezza nell’applicazione della norma. Oggi entra in vigore il green pass ma leggiamo testualmente che il cliente ‘deve volontariamente mostrarci il biglietto’. Non riesco a capire se noi ristoratori abbiamo il ruolo di controllori e dobbiamo sostituirci alle forze dell’ordine chiedendo ai cittadini che vogliono consumare nei nostri locali o semplicemente accedere per andare al bagno- inteso come pubblico servizio – se hanno fatto la doppia dose di vaccino. Clienti che, dal canto loro, possono esibirlo solo volontariamente. Questo cosa significa? Che se qualcuno non dovesse liberamente mostrarlo e poi arriva un controllo, siamo passibili di multa? Considero queste norme scellerate e soprattutto in controsenso a tutto quello che accade nel nostro Paese, non ultimo l’assembramento voluto dallo Stato per la vittoria dell’Italia agli Europei nella capitale”. La provocazione – che non sembra discostarsi dalla legge – è chiara: “Io non chiedo niente a nessuno ma invito i clienti ad essere rispettosi della legge. Non sono un controllore, non sono un poliziotto, sono un ristoratore”.