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Il dg Amc Correggia: col Covid perdite per ottocentomila euro. Chiediamo a Catanzaro di darci fiducia

Il direttore della azienda del trasporto pubblico in un intervista a 360 gradi: vogliamo rendere il servizio ogni giorno migliore. Giorno 20 settembre torna l’orario invernale con corse fortemente implementate

Un’azienda grande, duecento dipendenti, ottantacinque turni di lavoro al giorno, che vive soprattutto con il chilometraggio garantito dalla Regione, che ha avuto, questa, una netta diminuzione negli ultimi anni. Che ha affrontato le terribili difficoltà legate al Covid, con perdite di incassi di ben ottocentomila euro negli ultimi due anni.
Il direttore generale Marco Correggia, affiancato dal funzionario Dario Passafaro, ha voluto incontrare catanzaroinforma.it dopo l’articolo di qualche giorno fa nel quale alcuni cittadini lamentavano problemi sul trasporto pubblico nel centro storico.
Parla di incassi, di bilanci e di difficoltà. Ma soprattutto dell’intenzione di rendere un servizio pubblico sempre migliore, anche nella comunicazione e nella trasparenza.

‘Il servizio pubblico e i cittadini, dopo il Covid, devono remare tutti dalla stessa parte – afferma Correggia – a noi dispiace molto che ci siano stati dei disservizi, ma la città deve sapere che noi ci siamo sempre, che c’è un numero di telefono a cui si possono segnalare in diretta tutti i problemi, che è lo 0961 – 781467, che abbiamo un gps che controlla ogni istante l’andamento di ogni corsa e che se i disagi possono capitare e l’azienda deve fare in modo che ci siano dei correttivi e miglioramenti. D’estate c’è una fisiologica diminuzione delle corse ma a giorni presenteremo la programmazione invernale con tutti i numeri di un servizio implementato e un programma nuovo informatico estremamente efficace per implementare il nostro lavoro. Quest’anno inoltre avremo una flotta degli autobus comprata nuova a carico della Regione Calabria con un piccolo contributo nostro, deve essere deliberata dalla Regione che già ha preso un impegno, un investimento di oltre 13 milioni che consentirà vetture nuove, già sei nuovi mezzi sono stati acquistati da noi, con da parte nostra 3 milioni di investimenti, abbiamo sostituito 180 pensiline’.

‘Se ci concentriamo sul centro storico – prosegue – il periodo appena trascorso è stato non felice per quanto riguarda gli incassi della società, per quanto riguarda il flusso e soprattutto nel periodo estivo si è ancora di più abbassata la fascia di utenza’.

Ma potrebbe essere che una diminuzione del flusso dipenda da un calo di fiducia dell’utenza?

No, e faccio un esempio. La funicolare. Si tratta di un impianto che parte e arriva e ha tempi di percorrenza certi. Eppure anche li il flusso ha avuto un decremento ma non perché non fosse puntuale. Amc inoltre ha investito oltre tre milioni di euro per la funicolare. La diminuzione di utenza della funicolare dipende probabilmente dal cambio del senso della circolazione che vede il traffico andare verso giù.

Prima con la navetta che saliva da piazza Roma verso la zona nord infatti c’era una continuità più naturale tra funicolare e bus. Inoltre il cambio del senso di circolazione comporta anche molti chilometri in più per il giro che il mezzo deve fare per risalire verso nord. La nostra azienda vive con i contributi regionali che riconoscono all’Amc 2 milioni e 200 mila chilometri all’anno, se noi ne facciamo cento mila in più ci accolliamo l’onere. A ciò si aggiunga che il centro storico ha perso uffici e punti di attrazione negli anni, e il fatto che in centro non possono più passare i bus a lunga percorrenza.

Ma quando si è deciso di spostare il senso di marcia non è stato tenuto conto di questo?

Probabilmente hanno prevalso altre ragioni, anche se secondo me andranno fatte delle modifiche. Le persone non prendono la funicolare perche a piazza Roma non c’è la navetta come prima che conduceva alla zona nord della città. Ecco perche si lamentano, la navetta deve riscendere e risalire.

Quindi probabilmente è vero che ci sono stati dei disservizi ma è anche vero che la nostra azienda durante l’estate ad esempio ha organizzato per un’associazione di no profit un servizio che ha portato i bambini a fare il mare cosi come in generale il nostro servizio scuolabus è perfettamente funzionante.
Gli incassi che vengono dalle strisce blu non possono essere riutilizzati per implementare il servizio pubblico?

No, l’incasso delle strisce blu è di 400 mila euro all’anno, ma ha molte spese. Un parcometro costa sette mila euro. Ci sono i dipendenti da pagare.

I tagli al servizio pubblico locale della città quando sono partiti?

Sono iniziati nel 2013 per proseguire fino al 2016. Prima i chilometri pagati dalla Regione Calabria erano due milioni e mezzo, sono stati tagliati trecento mila chilometri, se la Regione Calabria avesse concesso alla nostra città maggiori chilometri come è giusto che fosse in ragione di un decentramento degli uffici da collegare o comunque ci avesse lasciato come prima avremmo potuto garantire delle frequenze di linea maggiori.

I problemi, poi sono anche altri, e sono legati alla viabilità particolarissima di Catanzaro, tra chiusura strade, traffico, macchina in sosta vietata continuamente, noi abbiamo zero corsie preferenziali, una città contraddistinta da viuzze e stradine, quindi il nostro mezzo a differenza di altre città segue le altre macchine. Basta un piccolo inconveniente, o le semplici uscite dalle scuole, il comizio in piazza, e la nostra va in tilt col traffico, questo rallenta le corse dei bus.
L’autobus parte e parte puntuale, il problema è che poi non sappiamo quando arriva.

Inoltre abbiamo un’evasione da biglietti che è una cosa sconfinata perché la gente a Catanzaro non ama pagare il servizio pubblico. Quel biglietto che si paga, che rappresenta il 25 per cento del costo perché il 75 per cento è a carico della collettività, deve essere acquistato, perché dietro al servizio pubblico ci sono lavoratori, riparazioni, macchine.

Grazie a un’attività di verifica importante eravamo riusciti a avere un introito significativo, prima del Covid, poi si è stoppato e noi siamo precipitati, abbiamo avuto una riduzione di incassi di 800 mila euro, in un anno, cioè siamo passati da un milione di euro di biglietti a duecentomila euro di incassi, prima Amc arrivava a buoni incassi da titoli di viaggio che consentivano una gestione buona, oggi viviamo una situazione di difficoltà. Ma Amc non smetterà di garantire servizi sempre più efficienti alla città. E a giorni presenteremo la programmazione invernale’.