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Pentito rivela di aver sentito detenuti progettare attentato ai danni del figlio di Gratteri, pioggia di solidarietà

L'invito al Procuratorfe a non mollare

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    Pioggia di solidarietà per il Procuratore Gratteri dopo le rivelazioni di un pentito che ha riferito di aver sentito, nel 2013, alcuni detenuti che nel carcere di Reggio stavano progettando un attentato nei confronti del figlio.

    Nicola Morra

    Vigliacchi! Progettare l’omicidio del figlio per arginare l’azione del padre”. Lo afferma, in un post sul suo profilo facebook, il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra.
    “Si apprende dall’edizione odierna della Gazzetta del Sud – aggiunge Morra – che Antonio Cataldo, 57enne di Locri, ha avviato il percorso di collaborazione con la giustizia. Cataldo, esponente di una delle famiglie che nella Locride ha seminato il terrore ‘ndranghetistico, nello specifico ha riferito che nel 2013 un altro detenuto, anche questo di Locri, ‘mi ha raccontato del progetto per compiere un attentato al figlio del dottore Gratteri che in quel momento era stato proposto come ministro della Giustizia’. Sulla circostanza di una nomina a ministro di Nicola Gratteri, attuale procuratore capo a Catanzaro, il collaboratore evidenzia il fatto che ‘c’era un allarme in generale… delle persone detenute… loro temevano delle… dei processi… e leggi più ferree’. E sulle modalità: ‘Specifico che non volevano spararlo, ma che lo avrebbero investito con una macchina’”.
    “Fra qualche giorno in Calabria – scrive ancora il presidente della Commissione antimafia – si voterà per le regionali. Chi dei vari candidati dovesse cercare voti in certi mondi che puzzano di ‘ndrangheta in maniera vergognosa, dovrà rispondere di rapporti con ‘ominicchi’ che non si fanno scrupolo nel progettare di ammazzare giovani ed adolescenti solo perché figli di uomini che hanno senso del dovere e dello Stato”.

    FSP – Giuseppe Brugnano

    “Nemmeno la notizia, sconvolgente,  di un progetto di attentato al figlio del procuratore capo  Nicola GRATTERI riesce a svegliare la politica dalla condizione in cui si trova, impegnata a dichiarare su qualunque cosa, in piena campagna elettorale, ma non assumendo posizioni concrete su fatti cosi’ gravi. Siamo sgomenti per le rivelazioni del pentito, ma lo siamo ancora di piu’ per i silenzi di una classe dirigente inadeguata”. Lo afferma all’AGI il segretario nazionale della Federazione Sindacale di Polizia, Giuseppe Brugnano, dopo le rilevazioni del pentito su un possibile  attentato al figlio del magistrato GRATTERI, nei giorni in cui  lo stesso sarebbe dovuto diventare ministro della Giustizia, cosa poi non avvenuta. “Da genitori che vivono in Calabria – ha proseguito Brugnano – siamo esterefatti rispetto a tanto odio,  davanti alla tracotanza di una ‘ndrangheta che si sente padrona del territorio e che pensa di poter condizionare persino le  istituzioni. Evidentemente – ha aggiunto – sa di poter contare su appoggi trasversali, ma non sa che in questa terra c’e’ un  popolo libero che non permettera’ mai di isolare personaggi come  il procuratore GRATTERI che, come tutti gli uomini dello Stato, devono essere accompagnate in un percorso di rinnovata legalita’. Qui ci sono tanti giovani che vogliono scommettere sul loro futuro e che non cederanno mai al potere malavitoso”

    Dalila Nesci

    “Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia riguardanti il progetto di un attentato ai danni del figlio del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sono gravissime e allarmanti. Esprimo la mia massima solidarietà a Gratteri, lo Stato è con lui nella lotta alla criminalità organizzata e in particolare alla ‘Ndrangheta in Calabria”. Lo afferma la Sottosegretaria al Sud e alla coesione territoriale Dalila Nesci.
    “Da oltre 30 anni – aggiunge la sottosegretaria Nesci – il procuratore Gratteri vive minacciato dalle ‘ndrine, ma un piano tanto terribile e vigliacco ai danni dei suoi affetti più cari sconvolge tutti noi. Gratteri è un uomo dello Stato che ha sempre dimostrato una determinazione incrollabile: questo deve rafforzare ulteriormente il nostro impegno contro la criminalità organizzata. Ho manifestato personalmente a Gratteri la vicinanza delle istituzioni a lui e alla sua famiglia. Non è solo in questa battaglia. Liberare il Paese dalle mafie rappresenta un’assoluta priorità perché significa difendere il futuro dei nostri territori”

    Stefano Graziano

    “La pervasività della criminalità calabrese manifesta la sua massima crudeltà nel piano delle cosche locresi, svelato dal pentito Antonio Cataldo, di attentare alla vita del figlio del procuratore Nicola Gratteri, impegnato in Calabria in un duro lavoro di contrasto alla ndrangheta”.

    Lo dichiara Stefano Graziano, commissario del Partito Democratico della Calabria, a margine del dibattito “Legalità è libertà” tenutosi all’interno della festa regionale de l’Unitá.

    “Siamo al fianco del procuratore nel suo impegno contro la mafia ed alla sua famiglia per l’enorme sacrificio che anch’essa compie ogni giorno”

    Ernesto Magorno

    “Hanno minacciato di uccidere il figlio di Nicola Gratteri. Minacce vili che non intimidiranno il Procuratore, che con il suo grande lavoro ha restituito fiducia a tanti cittadini. La #Calabria che vale è con lui e con tutti gli operatori della #legalità”.

    Luigi Demagistris

    “Tutta la mia solidarietà e vicinanza a Nicola Gratteri, magistrato che da anni si batte in prima linea contro le organizzazioni mafiose. Ci lascia sgomenti quanto emerso dai verbali del processo “Riscatto – Mille e una notte” – che si celebra a Locri in questi giorni circa progetti per attentare all’incolumità del figlio del Procuratore Gratteri.  Queste notizie dimostrano quanto bisogna lavorare uniti e restare compatti contro la ‘ndrangheta, l’organizzazione mafiosa tra le più potenti al mondo, e non si deve mai delegare il contrasto alla sola attività di repressione, perché le mafie si sconfiggeranno con una rivoluzione morale, culturale e politica”.

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