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Don Mimmo ha deciso, nessun politico alle celebrazioni per San Gennaro. E il 27 verrà investito del Pallio

L'ex presidente del centro calabrese di solidarietà continua il rinnovamento nella Chiesa di Napoli

A parte la leggenda che vorrebbe San Gennaro e San Vitaliano fratelli, da quando don Mimmo Battaglia è ArciVescovo di Napoli, San Gennaro è un po’ più “catanzarese”. E non smette stupire Don Mimmo perché oggi sarà un San Gennaro diverso, per il secondo anno consecutivo, quello di domani. Fuori i politici dal Duomo.

L’arcivescovo Domenico Battaglia non ha invitato i politici e gli aspiranti sindaci di Napoli Gaetano Manfredi, Catello Maresca, Antonio Bassolino e Alessandra Clemente. E non ci sarà neanche il sindaco uscente Luigi de Magistris impegnato, tra l’altro, nella sua campagna elettorale in Calabria. L’unica eccezione è per i vertici delle istituzioni civili e militari. Ma, archiviata la pratica dei festeggiamenti per San Gennaro, don Mimmo si prepara a Roma a ricevere l’ennesimo riconoscimento da parte di Papa Francesco. Il Nunzio Apostolico in Italia, Monsignor Emil Paul Tscherrig, imporrà il pallio nomine Summi Pontificis al Monsignor Domenico Battaglia.

La Celebrazione Eucaristica con il Rito di imposizione del pallio avrà luogo nella Chiesa Cattedrale di Napoli il 27 settembre 2021 alle ore 18. Il pallio è il simbolo di un legame speciale con il Papa ed esprime inoltre la potestà che, in comunione con la Chiesa di Roma, l’Arcivescovo Metropolita acquista di diritto nella propria giurisdizione. Secondo il diritto canonico un Metropolita deve chiedere il Pallio entro tre mesi dalla sua nomina ed è autorizzato ad indossarlo solo nel territorio della propria diocesi e nelle altre diocesi della sua provincia ecclesiastica.

COS’E’ IL PALLIO

Il pallio degli Arcivescovi Metropoliti, nella sua forma presente, è una stretta fascia di stoffa, di circa cinque centimetri, tessuta in lana bianca, incurvata al centro così da poterlo appoggiare alle spalle sopra la pianeta o casula e con due lembi neri pendenti davanti e dietro, così che – vista sia davanti che dietro – il paramento ricordi la lettera “Y”. È decorato con sei croci nere di seta, una su ogni coda e quattro sull’incurvatura, ed è guarnito, davanti e dietro, con tre spille d’oro e gioielli (acicula).