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Scuola, si ricomincia in presenza. Gli studenti: “Il covid? Fa meno paura, ormai ci conviviamo!”

Le emozioni del primo giorno negli istituti del centro cittadino. L’ingresso in classe e l’uscita è stato scaglionato in due turni

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È stato il suono della campanella, la prima di questo nuovo anno scolastico, a segnare il tempo della ripresa, della ripartenza dopo due anni in piena emergenza sanitaria. Il Covid è ancora fra noi, purtroppo, ma per i ragazzi “fa meno paura” perché “abbiamo imparato a convivere con questo virus e con le dovute attenzioni – dicono – riusciamo a gestire la situazione”.

inizio scuola

Ansia, paura, gioia, euforia si sono mescolate tutte insieme questa mattina per caratterizzare, come di consueto, il primo giorno di scuola, un giorno fatto di speranze e di buoni propositi, di dubbi ed anche di smarrimento. C’è chi inizia un nuovo ciclo di studi e dovrà conoscere ancora i suoi compagni ed i professori, c’è invece chi rivede finalmente la sua vecchia classe e chi, ancora, tra i più piccolini, implora mamma e papà di poter tornare a casa. Emozionati ed anche un po’ spaventati, ci sono anche loro: genitori e nonni degli alunni delle scuole elementari e medie.

“Siamo venuti per auguragli un buon anno scolastico e che si possa tornare finalmente alla normalità” ha detto un nonno che ha accompagnato i nipoti al Convitto “Galluppi”. “Siamo emozionati ed anche se un po’ di paura c’è sempre – ha detto una mamma -, allo stesso tempo c’è anche tanta fiducia e speranza che le cose possano andare per il meglio e che questi ragazzi abbiano la forza di compiere ogni giorno scelte importanti ed in sicurezza”.

La speranza per molte mamme è che l’anno posso continuare in presenza senza interruzioni e Dad: “L’augurio è che possano vivere bene questo anno e che lo possano fare in classe come dovrebbe essere”.

“Dad? No, è stata deleteria. Vogliamo studiare in classe”

Dello stesso parere anche gli studenti delle diverse scuole superiori presenti nel centro: “Spero che non si arrivi alla dad – ha detto una ragazza – stavo male, non mi faceva bene, non riuscivo a concentrarmi: è stata deleteria per me”. “Sono due anni – dice un’altra studentessa – che non torniamo a scuola e un po’ di ansia la sentiamo”. “Siamo tornati finalmente, eravamo chiusi in casa ed ora dobbiamo tornare alle regole e fra i banchi”. “Ansia pura – ha detto una studentessa – perché non siamo più abituati all’ambiente scolastico dopo due anni di dad”.

Distanziamenti, mascherine e ingressi contingentati

Si riparte, ma le misure di contenimento del contagio rimangono. Distanziamenti, mascherine e ingressi contingentati. Il cosiddetto “tavolo prefettizio” ha confermato le disposizioni adottate lo scorso anno che prevedono, sia per l’ingresso che l’uscita, due turni a distanza di due ore uno dall’altro. Molte le scuole che avevano già organizzato gli orari in un solo turno di ingresso e che hanno dovuto modificare negli ultimi giorni.

 

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