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Che fine ha fatto il puttino della scuola media Mazzini?

La piccola statua, che molti attribuiscono a Giuseppe Rito, non adorna più la vasca del cortile est dell’edifico che in questi giorni è interessato dall’opera di smantellamento delle impalcature metalliche

Anche se molti diranno che non è possibile, tanto sembra incredibile, ma la notizia del giorno a netto delle elezioni e di tanto altro che succede intorno è che alla Mazzini, alla Scuola media Mazzini di Catanzaro, qualcosa si muove. Dopo anni e anni di abbandono, dopo che dallo strato di sedime cresciuto giorno dopo giorno per miracolo sono spuntati finanche ombrelli con il bordo chiaro che fa tanto made in China, forse si è arrivati alla svolta. Probabilmente su ordine della stessa ditta che si era aggiudicato l’appalto dei lavori poi interrotti per controversie di ordine tecnico e di ordine legale, operai stanno provvedendo a smontare le impalcature in tubi innocenti che rivestono lo scheletro di cemento e mattoni dell’edificio. Siamo per questo motivo sollevati nell’animo e speranzosi per le sorti future della scuola, così come le ha esposte di recente il sindaco della città in una pubblica occasione. Però…

C’è un però. Sì, si può cadere non solo dal pero, ma anche su un però. Abbiamo evidenze fotografiche di un ammanco al momento solo visuale e speriamo tanto che rimanga tale. Dalla vasca circolare in pietra del cortile interno sul lato est dell’edificio è sparito il puttino che, nel guardare i pesci rossi, forniva loro generosa acqua su cui nuotare. Le foto a corredo mostrano ciò che era fino a qualche giorno fa, e ciò che è adesso. Prima il puttino c’era, adesso il puttino non c’è, nonostante la colonia di gatti dai mille colori che sinora aveva fatto ottima guardia. Qualcuno lo ha prelevato, lo ha messo da parte, lo ha spostato in qualche deposito. Di sicuro non c’è dove è stato fino a qualche giorno fa.

Del piccolo manufatto, nel quartiere si è sempre detto sia opera di Giuseppe Rito (1907-1963), il grande scultore calabrese autore, tra le altre creazioni, della statua del Cavatore, simbolo della città di Catanzaro, e anche della Madonnina che è al centro del cortile interno dell’Istituto Stella. L’archeologo Tommaso Scerbo, che tra l’altro abita proprio nelle vicinanze della Mazzini, conferma questa attribuzione popolare anche se non è in grado di documentarla dal punto di vista scientifico. “È una piccola statua in un materiale marmoreo, simile al travertino – ci dice al telefono – che si è sempre detto fosse opera di Zito. È sempre stato lì, e posso confermare che fino a qualche giorno fa era nella vasca del cortile della scuola”.

Scerbo è l’archeologo che l’anno scorso individuò negli scavi di cantiere della Mazzini, vicino alle fondamenta messe a nudo, residui e resti di attività umane risalenti a diverse epoche storiche, dal Medioevo fino all’età moderna. Sempre Scerbo ha raccontato di essere intervenuto a raccomandare di usare cautela agli operai che stavano smantellando, senza prestare molta cura, tutti gli arredi interni della scuola, perché preoccupato che materiale prezioso dal punto di vista archivistico e artistico, o anche solo commerciale, potesse subire danni o rendersi irrecuperabile. Alle richieste di spiegazione, allora gli operai risposero in modo ruvido e sbrigativo che il materiale, compresi due voluminosi e costosi pianoforti, sarebbe stato spostato in un deposito comunale di cui non si è mai saputo l’indirizzo né la reale sussistenza. Di queste cose Catanzaroinforma ha scritto e documentato in uno dei suoi speciali.

Nessuno ha risposto in merito. Adesso, in ragione del fatto che abbiamo questa evidente e recente prova di un’altra assenza al momento senza spiegazione – e comunque Catanzaroinforma si sta attivando per averne una nell’immediato – vorremmo sapere se i due fatti, lo smantellamento delle impalcature metalliche e la rimozione del puttino siano da mettere in relazione. Se l’Amministrazione comunale è in grado di darne spiegazione, ne saremo ovviamente soddisfatti. Insieme, e sarebbe proprio il caso, alla conoscenza dell’attuale sistemazione degli arredi, degli archivi e della strumentazione didattica della vecchia Mazzini.