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La criminalità di viale Isonzo “raggiunge la parità di genere” e usa gli alias per confondersi, distinguersi ma non perdere l’appartenenza

Tredici le donne indagate. E tra le persone raggiunte da misura cautelare anche il padre di Jason, il 18enne che alla sua festa ebbe l'intrattenimento musicale del nipote del boss

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    Sono 13 le donne indagate nell’ambito dell’operazione Aesontium, traduzione latina del nome del fiume Isonzo.

    Generico ottobre 2021La conferenza stampa

    Tredici su un totale di 21 persone raggiunte, a vario titolo da misure cautelari e 46 indagati in totale.

    Il  che, laddove ce ne fosse bisogno, conferma che negli ambienti criminali la parità di genere è stata tristemente raggiunta, con madri, nonne e figlie che sono parte integrante dei sodalizi criminali e famigliari. Laddove criminalità e famiglia sono spesso la stessa cosa.

    Gli uomini della Squadra Mobile, della Squadra Volante, della Questura, del comando provinciale dei Carabinieri e della Compagnia di Catanzaro, coordinati dalla Procura di Catanzaro, hanno fatto piazza pulita in quegli ambienti dove la pulizia non è purtroppo né fisica né morale, dando seguito ad un’ordinanza firmata dal Gip.

    Gli indirizzi ai quali hanno bussato sono tristemente noti Viale Isonzo 222, Via Stretto antico. Ma anche i personaggi si ripetono, anzi sarebbe meglio dire, guardando i nomi, che si duplicano, a renderli diversi dai loro predecessori, da cui hanno preso i nomi di battesimo, sono gli alias, che però indicano un’appartenenza chiara, inequivocabile dalla quale nessuno di loro ha voglia di affrancarsi e dalla quale nessuna farlocca politica di integrazione è riuscita a liberarli.

    Gli Alias

    Fiore Bevilacqua, per l’avanzata età è “u nunnu”, ma anche Il vecchio o il montanaro, Silvano Passalacqua è Barbanera, Gianluca Bevilacqua, è “Felice”, Francesca Martelli,  “Subaru”, Cosimo Bevilacqua, Coccolino, Silvana Vecceloque Pereloque,  culu e vacca, Donato, Bevilacqua, detto “ Mario” o occhio storto , padre di un altro Cosimo Bevilacqua detto Jason, balzato agli onori della cronaca locale, qualche tempo fa,  per aver festeggiato il suo diciottesimo compleanno con l’intrattenimento  musicale affidato al nipote del Boss Turi Cappello e aver pagato, almeno secondo le immagini ostentare sui social, quel servizio con tanto denaro contante, C’è poi Franco Passalacqua, detto “U killer”, per i suoi metodi “persuasivi” utilizzati contro le vittime delle sue estorsioni. Luigi Vecceloque Pereloque,  U Marocchinu, Antonia Passalacqua, detta La gobba, Mirko Passalacqua, detto  u Zannutu.

    Polizia e Carabinieri hanno alzato ancora una volta il tappeto sotto il quale viene nascosta da circa 40 anni la polvere di questa città.

    Sappiamo tutti che non basterà l’encomiabile e solitario  sforzo delle Forze dell’ordine, non basterà finchè queste stesse persone potranno vantarsi di avere amicizie tra i politici o finché “la Catanzaro bene” alimenterà il loro mercato criminale fornendosi di droga. Per oggi la città si gode un’aria più pulita grazie a polizia e carabinieri. Ma già domani sarà un altro giorno e chissà. Magari si continuerà a delegare responsabilità e si continuerà a vivere in maniera falsamente inconsapevole sentendosi ipocritamente impotenti.

    Il comunicato della Questura di Catanzaro

    Stamattina, nelle prime ore della giornata, la Squadra Mobile della Questura di Catanzaro e la Compagnia dei Carabinieri di Catanzaro – supportati in fase esecutiva del personale del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile di Vibo Valentia, nonché di un elicottero del V Reparto Volo della Polizia di Stato e delle Squadre di Intervento Operativo del 14° Battaglione Carabinieri Calabria – hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 21 soggetti, indagati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, furto di armi, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e ricettazione

    Destinatari della misura della detenzione in carcere sono 9 indagati, mentre altri 12 sono sottoposti alla misura degli arresti domiciliari. La misura cautelare scaturisce da due distinte attività investigative, condotte rispettivamente dall’Arma dei Carabinieri e l’altra dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, poi riunite in un’unica indagine per la concordanza di risultanze in ordine ai soggetti investigati e al contesto criminale di riferimento. In particolare, il grave quadro indiziario ha consentito di ipotizzare due organizzazioni criminali, con specifici ruoli assegnati ad ogni suo componente, quali gli elementi di vertice delle stesse, gli organizzatori degli approvvigionamenti e della distribuzione dello stupefacente anche al minuto, le vedette sul territorio, nonché i fornitori, con riferimento al fiorente mercato del traffico illecito delle sostanze stupefacenti, del tipo marijuana, hashish, cocaina e eroina, nell’area sud della Città di Catanzaro.

    In tale contesto, i gravi elementi indiziari hanno permesso di ipotizzare i canali di approvvigionamento per entrambe le consorterie criminali; uno di tali canali era proveniente dalla Puglia, per il tramite di soggetti di origine albanese (uno dei quali attinto dalla misura cautelare di oggi), oltre che da soggetti contigui ad una delle cosche operanti nel versante della costa ionica.

    Le investigazioni sono state effettuate, oltre che con le attività di carattere tradizionale, con l’esame di collaboratori di giustizia, e con l’attivazione di presidii di natura tecnica, che hanno condotto a numerosi riscontri sul territorio, nel corso dei quali sono state tratte in arresto in flagranza di reato 9 soggetti, e si è proceduto al sequestro di sostanza stupefacente del tipo marijuana e hashish, nonché cocaina, eroina e anfetamine.

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