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Aggressione ai danni dei poliziotti della Ferroviaria di Lamezia, Siulp: Misura è colma

Sono episodi di una inarrestabile scia di violenza perpetrata in danno delle Forze di Polizia, e di quanti sono chiamati a svolgere professioni di pubblica utilità

Duemilasettecento. Tanto pesano le azioni di violenza perpetrate in danno degli operatori della Polizia di Stato nel solo anno 2020. E tutto ciò, nonostante le restrizioni governative imposte dalla pandemia. Quasi una decina al giorno, alle quali vanno ad aggiungersene altrettante subite dalle altre Forze di Polizia a competenza generale. E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Gianfranco Morabito, segretario provinciale generale Siulp.

    L’ultima, in ordine di tempo, è quella verificatasi due giorni fa presso la stazione Ferroviaria di Lamezia Terme allorquando un cittadino extracomunitario, già noto alle forze dell’ordine, ha prima infastidito diversi viaggiatori, poi tentato di danneggiare alcuni infissi della struttura ed infine aggredito e colpito i colleghi in servizio allo scalo Ferroviario.
E’ stato necessario l’intervento della Volante del Commissariato di Lamezia per riuscire a bloccare ed arrestare il trentenne extracomunitario.
I due colleghi della Ferroviaria, oltre alle lesioni patite essendo stati colpiti con calci e pugni, saranno costretti anche a pagarsi le spese sanitarie e ad assentarsi dal lavoro per i giorni necessari alla loro guarigione.
Esasperante epilogo per nulla inedito, che va ad aggiungersi ai recentissimi fatti verificatisi sempre nello scalo Ferroviario lametino soltanto pochi giorni fa.

Sono episodi di una inarrestabile scia di violenza perpetrata in danno delle Forze di Polizia, e di quanti sono chiamati a svolgere professioni di pubblica utilità. Ormai le donne e gli uomini in divisa sono presi di mira dalle più varie forme di violenza, quasi come fosse uno sport, una moda del momento nel silenzio assordante più totale, come se fossero pagati per essere bersagli perfetti ed imperturbabili, capaci di calcolare ogni variabile in modo da appagare il dovere di garantire i diritti di tutti tranne che i propri.
Un quadro di insieme che restituisce un inquietante scenario.
E non parliamo solo della mancata dotazione del famigerato teaser, la cui fornitura ancora non è stata attuata, ma anche della necessità di adeguare un impianto normativo che da un lato assicura l’impunità degli aggressori, incentivandone l’emulazione, e dall’altro lascia, ancora, gli operatori delle Forze di Polizia privi delle tutele riconosciute agli altri lavoratori, quali la copertura delle spese sanitarie e legali necessarie ogni qualvolta sulla serenità dei malcapitati colleghi venga calata la scure dell’iscrizione nel registro degli indagati come “atto dovuto”.
L’unico vero atto dovuto sarebbe quello di una presa di coscienza del Governo che metta, in primis, in agenda il tema delle aggressioni alle Forze dell’Ordine e provveda, senza ritardi, a correggere le incresciose storture ordinamentali e, nel contempo si determini ad implementare gli organici tanto del Commissariato di Lamezia Terme quanto delle Specialità ( Polizia Ferroviaria, Stradale e di Frontiera ) operanti nel comprensorio lametino che, da troppo tempo, soffrono di carenze non più sopportabili.