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Assenteismo al Pugliese di Catanzaro: medico rinviato a giudizio per abuso d’ufficio

Si tratta di Romeo Carnevali 65 anni. Il suo avvocato Iacopino: "Accusa inconsistente. Riesame ha annullato sequestro". Assolto un altro medico, Claudio Ceccotti

Dovrà difendersi dall’accusa di abuso d’ufficio per assenze senza giustificato motivo dal posto di lavoro Romeo Carnevali  65 anni  medico dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Oggi il rinvio a giudizio da parte del Gup di Catanzaro Barbara Saccà. Il periodo in cui si sarebbero accumulate queste assenze intercorre tra il 2014 e il 2016.

Carnevali 65 anni è difeso dall’avvocato Francesco Iacopino che sulla vicenda dichiara: “ L’accusa di abuso d’ufficio addebitata al dott. Carnevali è stata già dichiarata insostenibile dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, che ha annullato il sequestro preventivo e restituito al mio rappresentato tutti gli importi sottoposti dal GIP a vincolo di indisponibilità. La questione, come ha ben motivato il Riesame, accogliendo la tesi difensiva, è squisitamente di diritto. La giurisprudenza, infatti, è costante nel ritenere – in mancanza di condotte ingannatorie (insussistenti nella specie) – che l’inosservanza dell’orario di lavoro, ad opera del pubblico dipendente, mai può configurare reato e, men che meno, l’abuso d’ufficio, difettando sia la qualifica di pubblico ufficiale che l’attinenza con l’esercizio delle pubbliche funzioni.

Ancora, la contestazione di norme programmatiche e del contratto collettivo di lavoro, avvenuta nella specie, costituisce un ulteriore deragliamento dal principio di tassatività che opera in materia penale. Tanto più a seguito della riforma del 2020. E ciò, senza considerare che il dott. Carnevali ha sempre comunicato le proprie assenze dal servizio, regolarmente registrate dall’azienda nella voce “debito orario”. Così come, nel rispetto delle disposizioni aziendali, che hanno posto tutti i dipendenti (nelle medesime condizioni del mio assistito) di fronte all’alternativa del recupero delle assenze dal servizio ovvero della decurtazione dei relativi importi dallo stipendio, il dott. Carnevali non si è limitato a recuperare il “debito”, ma ha effettuato un monte orario superiore a un terzo rispetto al dovuto, per come documentato in udienza.  Continueremo, pertanto, a difenderci davanti al Collegio, nella ferma convinzione dell’infondatezza del fatto oggetto di contestazione, peraltro già definito col datore di lavoro nella sua sede naturale”.

Si tornerà in aula nel giugno 2022. Prosciolto invece dalla stessa accusa un altro medico del nosocomio catanzarese Claudio Ceccotti, 72 anni, difeso dall’avvocato Danilo Iannello.