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Pittelli torna in carcere, è tra gli indagati dell’operazione coordinata dalla Dda di Reggio

Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare anche l'avvocato Giulio Calabretta

C’è anche l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Vincenza Bellini
nell’ambito dell’inchiesta “Malapigna” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria che ha fatto luce su un traffico di rifiuti gestito dalla cosca Piromalli. Pittelli è già imputato nel maxiprocesso Rinascita-Scott della DDa di Catanzaro. Pittelli è difeso dall’avvocato Salvatore Staiano.

Come nel processo “Rinascita-Scott“, anche nell’operazione “Malapigna” l’accusa per l’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli è concorso
esterno in associazione mafiosa. L’indagine ha fatto luce su un traffico di rifiuti gestito dalla cosca Piromalli di Gioia Tauro. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Vincenza Bellini su richiesta della Dda di Reggio Calabria, è stata notificata all’avvocato nella sua abitazione dove Pittelli si trovava agli arresti domiciliari. Dopo le formalità di rito, l’avvocato ed ex parlamentare sarà accompagnato nella casa
circondariale.

Oltre a Giancarlo Pittelli tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è, anche, l’avvocato Giulio Calabretta difeso dall’avv. Attilio Matacera.

Ventinove in tutto le misure cautelari personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti apicali della ‘ndrangheta, e il sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria e Emilia Romagna sono state eseguite, stamattina, dai carabinieri del Gruppo forestali e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito di una inchiesta della Dda reggina.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo di, associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti ed altri reati ambientali al termine di una indagine condotta dal Nipaaf, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestali.

Sono 44 gli indagati

Tra persone fisiche e società, sono in tutto 44 gli indagati dell’inchiesta “Mala Pigna” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria che ha fatto luce su un traffico di rifiuti gestito dalla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Per quanto riguarda l’avvocato Giancarlo Pittelli, arrestato per concorso esterno, secondo la Dda era “uomo politico, professionista, faccendiere di riferimento avendo instaurato con la ‘ndrangheta uno stabile rapporto
‘sinallagmatico’”. Questo rapporto, per i pm, era “caratterizzato dalla perdurante e reciproca disponibilità”. Pittelli avrebbe garantito “la sua generale disponibilità nei confronti del sodalizio a risolvere i più svariati problemi degli associati, sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai
rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e della pubblica amministrazione”.

Secondo gli investigatori, infatti, l’ex senatore Pittelli aveva “illimitate possibilità di accesso a notizie riservate e a trattamenti di favore”. Per questo “veicolava informazioni all’interno e all’esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli detenuti in regime carcerario ai sensi dell’articolo
41 bis”. I boss che avrebbero usufruito del rapporto con Pittelli sono Giuseppe Piromalli detto “Facciazza” e il figlio Antonio Piromalli reggente della cosca.