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Pontili, il Comune sbaglia ancora? Notificato un ricorso per 4 milioni di euro

La Impianti Portuali e servizi Morace srl non è stata invitata a partecipare alla manifestazione di interesse per un errore di trascrizione dell'indirizzo Pec

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Loro malgrado i giudici del Tar di Catanzaro saranno costretti ancora una volta ad occuparsi della vicenda dell’affidamento dei pontili del Porto di Catanzaro.

Loro malgrado perché, nonostante siano trascorsi circa due anni da quando è iniziato l’iter amministrativo, a  seguito delle vicende giudiziarie che hanno interessato la gestione dei pontili, le procedure avviate dall’amministrazione comunale sembrano essere solo una somma di pasticci.

E’ stato notificato al Comune un ricorso presentato dalla Impianti Portuali e servizi Morace srl.

La ditta, che aveva partecipato alla procedura di evidenza pubblica indetta dal Comune di Catanzaro a luglio 2020, si era vista escludere per mancanza del codice Ateco e soprattutto l’amministrazione aveva mosso alla ditta l’accusa di aver dichiarato il falso.

Motivazione ritenuta sbagliata dallo stesso Tar che con sentenza di luglio 2021 ha dichiarato l’illegittimità  delle motivazioni addotte per l’esclusione.

In data 26 agosto la società ha ricevuto una Pec all’indirizzo corretto da parte del Comune di Catanzaro, in cui si chiedeva di confermare l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata.

Sempre ad agosto 2021 il Comune di Catanzaro ha avviato una nuova procedura di confronto competitivo al fine di individuare un soggetto specializzato a cui affidare la concessione.

La società, confidando di rientrare nel numero congruo di operatori, ha atteso di ricevere la lettera di invito senza alcun esito.
Alla scadenza i rappresentanti della ditta, recatisi in Comune per avere spiegazioni, hanno potuto constatare che l’indirizzo a cui era stata inviata la Pec di invito era errato, pur essendo ricompresa nell’elenco degli operatori da invitare.

Solo a fine settembre l’amministrazione riconosce l’errore, ma è troppo tardi perché, secondo i dirigenti comunali preposti alla procedura, l’intero iter si era chiuso con la presa d’atto che la manifestazione di interesse era andata deserta.

Secondo i ricorrenti, rappresentati in giudizio da Alfredo Gualtieri e Demetrio Verbaro, il Comune, avendo avuto notizia per tempo dell’errore in cui era incorso, ha sbagliato a chiudere la procedura, violando così i principi generali tesi a tutelare il buon andamento e ponendo in essere un atteggiamento di eccesso di potere per ingiustizia e illogicità manifesta, poiché la gara il 23 settembre, data in cui la società fa presente per iscritto di non aver ricevuto invito, era ancora in corso.

In via subordinata, laddove il Tar non ritenesse di dover riaprire l’intera procedura, la  Impianti Portuali e servizi Morace srl, chiede un risarcimento del danno superiore ad un milione di euro pari all’importo della concessione valida per 2 anni e di oltre 3 milioni di euro pari all’eventuale rinnovo per altri 4 anni.

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