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Con figlio disabile e senza lavoro, la famiglia Longo sarà sfrattata e divisa

L'appello di mamma Stefania: "Aiutatemi, sono disperata! E' vero abbiamo occupato l'immobile ma per necessità. Senza reddito nessuno è disposto a fittarci una casa"

“Aiutatemi!” E’ questo il grido disperato di Stefania Sinopoli, madre di quattro bambini, di cui una disabile, che tra qualche settimana dovrà lasciare insieme a suo marito la casa popolare in cui vivono.

“Aiutateci a trovare una soluzione perché se è vero che noi nell’attuale casa siamo abusivi, è altrettanto vero che siamo stati costretti ad occuparla per necessità, senza lavoro e con quattro bambini non abbiamo avuto alternative.” Della storia della famiglia Longo, la nostra redazione ne aveva parlato già qualche mese fa, dopo il legittimo decreto di sgombero dell’appartamento di proprietà dell’Aterp, abbandonato e disabitato (leggi qui), per il quale mamma Stefania aveva chiesto alle istituzioni di mettersi una mano sul cuore e una sulla coscienza, cercando di venire incontro alla loro problematica.

A pochi giorni dallo sfratto, il suo l’appello non cambia, anzi è più accorato e disperato, perché le soluzioni trovate per mamma Stefania non possono funzionare: “Il comune ci ha dato un contributo per sostenere le spese di un’eventuale caparra per l’affitto di una nuova casa – ha raccontato – ringrazio per questo, ma il problema è che senza un reddito e una busta paga da far vedere nessuno ci fitta un appartamento. Ci siamo guardati in giro, abbiamo cercato una sistemazione, ma in queste condizioni è impossibile.”

Mancano meno di 20 giorni all’esecuzione dello sfratto e per la famiglia Longo l’unica soluzione che si palesa è quella dello smembramento del nucleo familiare: “Non avendo trovato un nuovo appartamento io e i miei bambini saremo certamente mandati in una struttura e mio marito in un’altra – ha proseguito – mi preoccupa la situazione in cui verrà a trovarsi mia figlia che in condizioni di disabilità dovrebbe vivere serenamente insieme a suo padre e ai suoi fratelli e invece non potrà farlo. Mi domando, in queste situazioni non dovrebbe prima di tutto essere preservata l’integrità della famiglia? Me lo chiedo per il bene della mia bimba, che fa fatica ad ambientarsi in nuovi spazi ed interagire con nuove persone e che, invece, sarà costretta a vivere il disagio di dover cambiare casa e probabilmente anche la scuola dov’è riuscita ad ambientarsi dopo tanta fatica – ha continuato – forse sarà allontanata anche dai suoi amati gattini, non credo di potere portare loro con noi nella struttura che dovrebbe accoglierci, questo distacco per lei sarebbe un ulteriore danno.”

Nell’ordinanza notificata si legge che lo stato di necessità, invocato dalla famiglia, a norma di legge non può essere invocato per sopperire alla necessità di reperire un alloggio: “Come si fa ad abbandonare una famiglia con un disabile in questo modo? Aiutateci a trovare un altro alloggio, non abbandonate 6 persone, di cui 4 bambini, così. Possibile che non esitano altre soluzioni? Che qualcuno non possa fare qualcosa per noi? Non giratevi dall’altra parte, veniteci incontro per non dividerci!”