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Gettonopoli ora può diventare un “maxiprocesso”. Rinviata l’udienza di oggi per unificare le posizioni di tutti gli indagati

Il pm ha condiviso la richiesta delle difese di attendere la definizione delle posizioni anche di coloro per i quali è stata rigettata la richiesta di archiviazione

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Gettonopoli rischia (o ha l’opportunità a seconda da come la si voglia leggere) di diventare un maxiprocesso in cui sotto accusa  non ci saranno più i soli consiglieri indagati, ma tutto un sistema amministrativo che punta, dal punto di vista delle difese, a smontare finanche il Tuel oppure, dal punto di vista dell’accusa, a dimostrare che la presenza ai lavori di consigli comunali e commissioni spesso non è sostanziale per via di una gestione delle presenze non puntuale.

L’udienza prevista per oggi, a carico di soli consiglieri comunali, e delle ditte che avevano dichiarato delle assunzioni che, secondo le accuse formulate dalla Procura di Catanzaro erano fittizie,  è stata infatti rinviata al 24 febbraio, su richiesta di tutte le difese degli indagati condivisa dal Pubblico Ministero. La scelta, ed è questo il nuovo colpo di scena, è stata dettata dalla volontà di riunire le posizioni dei consiglieri indagati, per i quali il Pm dovrà formulare i capi di accusa secondo la recente richiesta del Gip che non ha accettato le richieste di archiviazione per tenuità del fatto, con quelle di coloro che oggi avrebbero affrontato l’udienza con delle imputazioni diverse dai loro colleghi.

Gettonopoli, Comune parte civile contro alcuni consiglieri indagati e ditte imputate. E ora spunta il danno di immagine

A questo punto, come si era paventato già stamattina, il Comune dovrà ribadire la scelta di costituirsi parte civile, formalizzata nella delibera di giunta di ieri,  nei confronti di tutti coloro i quali il 24 febbraio si troveranno davanti ai giudici e non solo più nei confronti degli indagati nel procedimento  di oggi.

Gettonopoli, la giunta Abramo si costituisce parte civile nel procedimento a carico di alcuni indagati

E il 24 febbraio 2022 i giochi per la successione al ventennale governo della città targato Abramo, a meno di sconvolgimenti che possano avvenire prima, saranno nel pieno dello svolgimento.

Gli indagati per i quali oggi era fissata udienza preliminare

Andrea Amendola (Difeso da Giuseppe Pitaro e Vittorio Ranieri), Tommaso Brutto (difeso da Antonio Lomonaco), Coluccio Carmelo (Difeso da Luca De Munda), Enrico Consolante (difeso da Flavio Pirrò e Rosario Montesanti), Sergio Costanzo (difeso da Gregorio Viscomi), Salvatore Larosa (difeso da Gregorio Viscomi),   Merante Giovanni (difeso da Gemma Alfieri), Elzbieta Musielak (difesa da Antonio Lomonaco), Libero Notarangelo (difeso da Gregorio Viscomi), Sabrina Scarfone (difesa da Luca De Munda)

Gli indagati per quali il Pm dovrà formulare i capi d’accusa

Filippo Mancuso (difeso da Francesco Iacopino), Agazio Praticò (difeso da Antonio Lomonaco ), Antonio Mirarchi (difeso da Eugenio Perrone), Fabio Celia (difeso da Eugenio Perrone), Antonio Angotti (difeso da Eugenio Perrone), Manuela Costanzo (difesa da Giuseppe Pitaro), Francesca Celi (difesa da Marco Reina), Lorenzo Costa (difeso da Maurizio Belmonte), Roberta Gallo (difesa da Amedeo Bianco), Francesco Gironda (difeso da Amedeo Bianco), Luigi Levato (difeso da Helenio Caratginese), Rosario Lostumbo (difeso da Vincenzo Ioppoli), Rosario Mancuso (difeso da Michele De Cillis), Giuseppe Pisano (difeso da Giuseppe Pisano), Cristina Rotundo (difesa da Amedeo Bianco), Giulia Procopi (difesa da Enzo De Caro), Fabio Talarico (difeso da Amedeo Bianco), Antonio Ursino (difeso da Daniela Gullì).

 

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