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Rapporto immigrazione Calabria: in calo popolazione straniera residente

Una decrescita dovuta anche al numero dei cancellati per l’estero e per l’acquisizione di cittadinanza pari complessivamente a 2.190

Il Dossier Statistico Immigrazione 2021 è giunto alla sua 31esima edizione ed è stato realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in partenariato con Confronti e con il sostegno dell’Otto per mille della Chiesa Valdese.
I dati del Dossier sono stati illustrati da Roberta Saladino, referente del Centro Studi e Ricerche IDOS in Calabria e autrice del capitolo “Calabria. Rapporto Immigrazione 2021” la quale ha parlato di una popolazione straniera residente in Calabria diminuita tra il 2019 al 2020 dello 0,5%, assestandosi a 102.887.

Una decrescita dovuta anche al numero dei cancellati per l’estero e per l’acquisizione di cittadinanza pari complessivamente a 2.190. Nella graduatoria regionale la Calabria resta al 13° posto, così come sul podio restano Lombardia (1.151.416), Lazio (622.082) ed Emilia Romagna (542.099). I residenti stranieri rappresentano il 5,5% della popolazione calabrese, un dato inferiore di 3 punti percentuali alla media nazionale (8,5%).

Ha affermato la dottoressa Saladino che “da codice rosso sono il calo demografico e l’invecchiamento demografico”. Ha concluso dicendo: “Nonostante quanto si potrebbe pensare considerato l’impatto di COVID-19 sugli over 65, il trend di invecchiamento della popolazione calabrese ma in generale quello dell’intera penisola non ha subito interruzioni neppure nel 2020 (è solo meno vecchia), a causa dell’ulteriore decremento dei livelli di fecondità.”

La voce degli esperti

Alla presentazione oltre all’analista Saladino hanno preso parte Antonino Mantineo, docente di Diritto ecclesiastico Umg, Jens Hansen, referente Chiesa Valdese in Calabria, Gregorio Gallello, sindaco di Gasperina e Domenico Bilotti, docente di Diritto e religioni Umg.

Hansen ha commentato i dati presentati da Roberta Saladino: “Esistono – ha spiegato – sempre più profughi ambientali, che sono invisibili anche perché non sono previsti dalla convenzione di Ginevra. Abbiamo una media di 6 milioni di uomini e donne costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa di fattori climatici. Nel 2008 i profughi ambientali hanno superato i profughi di guerra. Per questo è importante uscire dall’emergenza. Come fare? E’ sufficiente essere società insieme. In questo è stato esempio il modello Riace che può avere un futuro al di là della sentenza”.

La sfida dell’accoglienza e dell’integrazione dunque “diventa – per il professore Mantineo – una opportunità per le popolazioni che stanno invecchiando che si stanno spopolando. Verrebbe da dire che noi stessi se fossimo accoglienti riusciremmo a sopravvivere”. Il docente di diritto ecclesiastico che ha moderato l’incontro online ha anche parlato di un concetto, al momento utopistico, ma che a tutti piace immaginare di “diritto alla mobilità internazionale” superando la convenzione di Ginevra. “Un diretto – ha detto Mantineo – universale alla mobilità umana che vada oltre i nazionalismi e ogni frontiera, che ci consenta di muoverci sulla stessa unica terra su cui mettiamo piede”.

L’esperienza del sindaco di Gasperina Gregorio Gallello, emoziona tutti, sia per le sue idee, sia per il suo ricordo di un giovane profugo, volenteroso, colto, capace, scomparso dopo pochi anni dal suo arrivo a causa di una malattia e le cui spoglie sono state restituite alla famiglia in Africa grazie ad una raccolta fondi lanciata dal comune calabrese. “Nel nostro Sprar – ha raccontato Gallello – amiamo molto più il termine interazione che integrazione. Abbiamo alcune certezze valoriali nella nostra democrazia: il valore della tutela delle minoranze e della tutela delle libertà per chi vuole salvare la propria vita. Questo ci ha spinti a fare accoglienza”.

A concludere l’incontro il professore Domenico Bilotti stanco di “soluzioni estemporanee e soluzioni tampone o emergenziali”.

Per Bilotti, da tempo impegnato sull’argomento “il tema emigratorio che adesso sembra così grande è destinato ad aumentare nei numeri e dobbiamo farci trovare attrezzati da uno strumentario giuridico adeguato a quello che ci chiedono i tempi coniugare l’inclusione a partire dai diritti sociali e dalle libertà civili per i soggetti migranti e nella Comunità internazionale non è un favore fatto a pochi o tanti immigrati è la base di una cornice generale entro cui ci siamo tutti”.