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Lavori con malta scadente al Morandi, usato materiale non idoneo per risparmiare 4 euro a fornitura e sui lavori di demolizione

Dalle intercettazioni riportate nell'ordinanza formata da Paola Ciriaco emerge un quadro di responsabilità diffuse

Sono 59 le pagine che compongono l’ordinanza firmata dal Gip Paola Ciriaco, che ha portato all’emissione di misure cautelari a carico di imprenditori e pubblici funzionari, su richiesta dei magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro coordinati da Nicola Gratteri.

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L’operazione Brooklyn, condotta dalla Guardia di finanza, ha svelato, tra le altre cose,  la frode nelle pubbliche forniture per ciò che concerne i lavori di consolidamento del Ponte Morandi.
In particolare – scrive il Gip – si fa riferimento ad alcune commesse tra cui quella della manutenzione straordinaria del Ponte Morandi. E’ merso come la Tank si sia trovata in una situazione economica tale da non poter acquistare il materiale solitamente utilizzato – malta denominata Basf – rifornendosi al contrario di una malta più scadente. Le conversazioni tra Sgromo e Curcio evidenziano che egli è costretto a prendere un prodotto che egli stesso definisce “porcheria”.

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Lo stesso fornitore lo mette in guardia “vedi che fai una figura di merda perché quel prodotto non funziona”.
“Curcio, – continua il Gip – avvisa Baudi, direttore dei lavori Anas, del fatto che utilizzerà una malta diversa.
La scarsa resa del prodotto nonché la sua inidoneità rispetto ai lavori da eseguire emerge anche da una conversazione tra il Curcio e un altro fornitore (dalle intercettazioni riportate: Purtroppo è una questione finanziaria  gli ho spiegato io. Fanno cagare” )”

“Egli  – scrive ancora Paola Ciriaco – manifesta la necessità di non fermare i lavori sul cantiere essendo già in notevole ritardo. Il Curcio rappresenta il rischio che si creino delle “fessurazioni”.  Il referente operativo del cantiere fa notare “Perché noi al Morandi con questo materiale l’abbiamo fatto e casca tutto…posso fare spicconare un poco di più ma non… no, no così non va bene se mettete un altro tipo di materiale”.

Il Curcio a queste osservazioni risponde che sarà necessario spicconare un po’ di più.
Curcio riferendo la circostanza a  Baudi sottolinea “Ora paghiamo quella voce a 68 non più a 72, però dove io non demolisco gli sto facendo fare una bocciardatura cioè con la punta del martello gli vanno a fare questi”.
Baudi risponde che la soluzione non gli piace, ma alla fine, dopo aver tentato di trovare un’altra soluzione, che pare non esserci, si arrende a far praticare dei fori pur non ritenendo la soluzione la più idonea.