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Sequestro ponte Morandi Catanzaro: le reazioni

L'inchiesta della Dda ha portato immediatamente molti rappresentanti della politica locale e non solo a reazioni sulla vicenda del sequestro

Parentela (M5S): “Urgente rafforzare controlli nei Lavori pubblici”

“Sono gravissime le risultanze dell’inchiesta Brooklyn, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che tra l’altro ha portato al sequestro, con facoltà d’uso, del ponte Morandi di Catanzaro e della galleria Sansinato, per causa di interventi di manutenzione straordinaria eseguiti con materiale scadente”. Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela che osserva: “La vicenda conferma la pervasività della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Ancora una volta, da quanto emerso, per interessi e affari della ’ndrangheta viene messa a rischio la vita dei calabresi, a quanto pare anche con inammissibili forme di complicità in ambiti pubblici”.

“Desta forte preoccupazione – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che gli imprenditori indagati siano coinvolti a vario titolo anche nelle inchieste Rinascita-Scott e Basso profilo, quasi a prefigurare una specie di sistema fraudolento per gestire gli appalti pubblici”.

“È necessario – conclude Parentela – che sia rafforzato il controllo delle principali infrastrutture della Calabria, per accertare se vi siano altri casi di lavori eseguiti fuori delle regole e con speculazioni d’impresa. Soprattutto, bisogna rafforzare, intanto a livello normativo, il sistema di sorveglianza sulle ditte che ottengono l’affidamento di lavori pubblici”.

Magorno (IV): “Grazie a Gratteri, atto a tutela dei cittadini”

“Il sequestro del Ponte #Morandi a Catanzaro è un atto a tutela dei cittadini. Grazie al Procuratore Nicola Gratteri per lo straordinario lavoro che realizza quotidianamente.
A lui rinnoviamo tutto il nostro sostegno”. Così su Facebook il Senatore IV, Ernesto Magorno

Nesci (M5S): “Calabria merita riscatto”

“L’operazione che ha portato alla luce il giro di corruzione e associazione a delinquere con finalità mafiose negli appalti a Catanzaro, coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri, è un risultato importante nella lotta alle attività illecite sul territorio. Ringraziamo la Guardia di Finanza e la Direzione Distrettuale Antimafia per il loro encomiabile lavoro, che consentirà anche di svolgere accertamenti tecnici sulle opere coinvolte. Siamo al fianco di chi difende la giustizia e la legalità, tutte le istituzioni devono fare la propria parte per portare avanti quel processo di riscatto che la Calabria merita”. Lo dichiara la Sottosegretaria per il Sud e la coesione territoriale Dalila Nesci.
“Quanto accertato da magistratura e forze dell’ordine – aggiunge – circa l’impiego di materiali scadenti e più economici per la realizzazione delle opere, che ha portato al sequestro del ponte Morandi di Catanzaro e di un tratto della statale 280 ‘Due Mari’, è frutto di un’attività criminale gravissima e spregiudicata. Le intercettazioni a carico degli imprenditori, che agivano con la complicità di un finanziere e un ingegnere Anas, sono inquietanti e svelano una speculazione scellerata. Ci congratuliamo per l’esito dell’inchiesta ‘Brooklyn’ che ha evitato gravi conseguenze ai danni della popolazione. La necessità di attuare controlli ferrei e introdurre norme severe, che abbiamo sempre difeso, si dimostra la strada giusta da percorrere. Ora auspichiamo che si prosegua senza esitare in questa direzione, lo dobbiamo – conclude Nesci – a tutti i cittadini onesti che rappresentano il nostro territorio”.

Belcaro (Cambiavento): “Catanzaresi perbene al culmine della sopportazione”

“Penso che ogni Catanzarese onesto e perbene, che ami realmente questa città, perché la sceglie ogni giorno, perché la serve e non se ne serve, sia arrivato al culmine della sopportazione, all’apice dello sconforto.
La truffa sul ponte Morandi richiama gli scandali più terribili, una città sotto scacco di predatori, opportunisti di ogni genere, di personaggi mediocri che non vengono messi da parte per un intollerabile amicismo amorale”.

 

Luigi De Magistris: emerge un quadro davvero inquietante

Le indagini della magistratura che hanno portato a Catanzaro sia al sequestro del ponte Bisantis, anche noto come Morandi, il più alto d’Italia, che della galleria Sansinato, evidenziano un quadro davvero inquietante di condotte che avrebbero messo in atto funzionari pubblici, tecnici ed imprenditori a danno della sicurezza delle persone. Condotte che se dimostrate evidenziano un livello criminale impressionante. La magistratura va sostenuta per l’ottimo lavoro che sta svolgendo ma va tenuto sempre più alto il livello di mobilitazione delle coscienze civiche e politiche per liberare la Calabria da una criminalità inaccettabile.
Lo afferma Luigi de Magistris.

Legambiente: forte campanello d’allarme

L’inchiesta della Dda di Catanzaro, che ha portato al sequestro del Ponte Morandi, suona come un forte campanello d’allarme sui rischi legati alla corruzione e all’infiltrazione delle mafie nell’utilizzo dei fondi previsti per le infrastrutture dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ad essere pregiudicata, infatti, rischia di essere la stessa qualità e la sicurezza delle opere da realizzare, un aspetto su cui, per quanto riguarda il Ponte Morandi di Catanzaro, si resta in attesa dei risultati delle perizie disposte dalla magistratura. È uno degli “effetti collaterali” di quel ciclo illegale del cemento che Legambiente denuncia ogni anno con il suo Rapporto Ecomafia. La Calabria ha un disperato bisogno di vedere migliorate tutte le sue infrastrutture, nel segno della mobilità sostenibile e nel pieno rispetto della legalità. Un compito che non può essere affidato solo alla magistratura ma che deve vedere rafforzato e reso più efficace l’intero sistema dei controlli pubblici e del monitoraggio civico, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, prima, durante e dopo la realizzazione degli interventi”. È quanto affermano in una nota congiunta il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta.