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Vertenza “Komunika”, sit-in dei sindacati per scongiurare i licenziamenti  

L’azienda ha avviato la procedura collettiva per 16 dipendenti. Il prefetto convocherà sindacati e Azienda la prossima settimana per provare a trovare una soluzione

Sit-in di protesta questa mattina in piazza Prefettura da parte dei sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil per scongiurare il rischio del licenziamento di 16 dipendenti su 40 della “Komunika” di San Floro. Si tratta dei lavoratori del ramo “Mass Printing” della società Abramo Printing & Logistics che la “Komunika” aveva rilevato a gennaio 2021.

vertenza komunika

 

I sindacati hanno chiesto l’intervento del prefetto dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo dei 16 dipendenti. Al termine dell’incontro con il capo di gabinetto del prefetto, i sindacati sono stati convocati per giorno 11 novembre, alle ore 11, in Prefettura per un tavolo di confronto voluto dal prefetto per provare a trovare una soluzione insieme all’Azienda. Presenti, il segretario regionale SLC CGIL, Saverio RanieriFrancesco Gallo, rappresentante dei lavoratori e delegato SLC CGIL ed il segretario regionale UILCOM UIL, Andrea Ranieri.

 

“È per noi inaccettabile – hanno spiegato i sindacati durante il sit-in – che, di fronte alla possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali quali il contratto di solidarietà, l’azienda si sia fin dall’inizio trincerata dietro la scusa di un presunto esubero strutturale che non tiene evidentemente conto del fatto che già nel primo anno di attività i volumi di lavoro sono aumentati grazie all’acquisizione di due nuove commesse e non tiene conto del fatto che, dietro quei numeri, si trovano padri di famiglia che una volta licenziati avranno grandi difficoltà a ricollocarsi nel mondo del lavoro. Chiediamo quindi – hanno concluso Slc Cgil, Fitstel Cisl e Uilcom Uil – un intervento del prefetto di Catanzaro affinché, in vista dell’incontro in commissione Tripartita fissato per il 15 novembre, l’azienda possa ritornare sui suoi passi e accogliere le istanze dei lavoratori”.