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Via XX Settembre Catanzaro: là dove l’acqua si perde alla luce del sole

Da venti giorni una perdita non trova risposta da parte dell’ufficio acquedotto comunale

C’è chi è arrivato, soprattutto tra i giovani emo, da altri quartieri per fare la prova anfibio per saggiare la tenuta delle suole di gomma alte a carrarmato dei propri stivaletti ultimo grido e ha passeggiato su e giù per il rivolo per almeno due minuti.

C’è chi, soprattutto tra i giovani nerd, speranzoso di volere lasciare impronta di sé nella vita intanto gli basta rimirare l’impronta della sua scarpa sul selciato, asciutto, del marciapiede opposto. C’è chi, soprattutto giovani innamorati di una ragazza che faranno ancora in tempo ad amare nei prossimi dieci anni, declama ispirato dal rigoglio sottile ma continuo “Chiare fresche e dolci acque…” e poi si ferma perché non ricorda il secondo verso.

Generico novembre 2021

Fatto sta che dopo venti giorni che si è aperta una falla nella conduttura sotto i sampietrini di via XX Settembre, continua incontenibile la fuoriuscita del prezioso liquido, lo stesso per il quale il sindaco si scaglia ogni qualvolta gli capita per denunciare le perdite e gli sprechi occulti nella rete idrica – senza che nessuno allo scopo incaricato abbia parvenza di volere intervenire nonostante le numerose chiamate che commercianti, residenti, esercenti, passanti hanno effettuato alla “segnalazioni guasti” dell’acquedotto comunale, oltre che interpellare vigili urbani e smuovere le conoscenze in alto, medio e basso loco di cui ciascun elettore mediamente dispone.

Niente, acqua in libera uscita era e acqua in liberissima uscita rimane.
Parliamo di via XX Settembre a Catanzaro, strada centralissima che, lo diciamo per i turisti venuti da fuori mura, fino all’apertura di corso Mazzini era la principale strada interna comunale. Tanto che è qui che si apre la facciata principale del Duomo, quando c’era un Duomo.

Generico novembre 2021

Non si comprende perché nessun operaio o tecnico o funzionario dell’Ufficio preposto sia intervenuto. Intanto la protesta sale, giorno dopo giorno come il livello dell’acqua, così come si può empiricamente dimostrare seguendo la scia che i copertoni delle auto, che ci passano sopra, tracciano a valle della perdita.

La linea dell’acqua prima si arrestava appena dopo l’ingresso del Supercinema – nel frattempo sono passati i film di Nanni Moretti e di Sergio Castellitto e di Miriam Leone e adesso c’è qualcosa che sa di Jeeg Robot – poi è avanzata fino all’ingresso del palazzo che ospita la Pro loco, adesso arriva all’imbocco di via Guglielmo Pepe.

Tanto che qualcuno ha suggerito di rivolgersi non più all’ufficio acquedotti, ma all’ufficio urbanistica per la segnalazione della scia, appunto. Sperando in migliore risultato.