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Omicidio Grande, si aggrava l’accusa per Santino Mirarchi

In udienza l'avvocato della famiglia della vittima ha chiesto e ottenuto la contestazione anche dell'aggravante della crudeltà

Si è tenuta questa mattina l’udienza con il rito abbreviato per il collaboratore di giustizia Santino Mirarchi, imputato per l’omicidio di Luigi Grande – consumato il 12 agosto 2009 in un casolare disabitato di San Floro – e accusato anche di distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, detenzione illegale di armi.

Un omicidio premeditato che sarebbe stato, secondo l’ipotesi investigativa, una risposta all’uccisione di Giuseppe Fraietta, legato alla famiglia Cossari di Roccelletta di Borgia e contrapposta alla famiglia Catarisano.

Il difensore di parte civile della famiglia Grande, Anselmo Torchia, ha chiesto preliminarmente che al Mirarchi venisse contestata anche l’aggravante della crudeltà del metodo unitamente a quelle già contestate della premeditazione, dei futili motivi e della mafiosità.

Il gup Antonio Battaglia ha dato la parola in proposito al sostituto procuratore della Dda, che ha ritenuto di integrare l’imputazione con l’ulteriore aggravante della crudeltà della condotta, contestata al Mirarchi come da richiesta dell’avvocato Torchia. L’udienza è stata poi rinviata per le discussioni finali e la sentenza.

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