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Catanzaro, divieto d’uso acqua potabile in alcune zone a Lido: lo sfogo dei cittadini

I disagi dati dalla problematica hanno messo in difficoltà i residenti delle zone segnalate. Oggi la questione ha assunto un aspetto ancor più complicato

Si procrastina il divieto dell’uso dell’acqua potabile in alcune zone del quartiere Lido di Catanzaro. Lo scorso venerdì, 12 novembre, veniva posto il divieto dell’acqua potabile per la presenza di agenti patogeni nocivi superando la norma dei parametri in riferimento a “Pseudomonasaeruginosa” nel punto di prelievo in località Giovino (prelievi effettuati dall’unità operativa Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asp di Catanzaro). Da Palazzo De Nobili veniva pertanto diramata un’ordinanza che vietava “l’utilizzo dell’acqua per il consumo umano in tutta l’area del quartiere Giovino e nelle vie del lungomare Pugliese fino all’incrocio con Via Caprera, lungomare Toraldo, Vigliarolo, Anania, Bedarida, de Fiore, Fondacaro, Lacquaniti, Toraldo, Lenormant, Sant’Elena, Stromboli, Strada 30, Padre Pio, Caprera, Martiri di Cefalonia, Aristippo, Rodio, Cagliari e Dandolo”.

Il divieto, come da ordinanza, è stato dunque posto per “uso lavaggio alimenti e loro preparazione, igiene orale e lavaggio stoviglie e utensili da cucina, il lavaggio di apparecchiature sanitarie e il lavaggio di oggetti per l’infanzia. L’acqua può essere usata solo per la pulizia della casa ed il funzionamento degli impianti sanitari e per l’igiene della persona con l’esclusione dell’igiene orale e degli scopi sopra citati”. I disagi dati dalla problematica hanno messo in difficoltà i residenti delle zone segnalate, dovendo provvedere a scorte d’acqua per il fabbisogno giornaliero in tutti i suoi aspetti.

Diverse le chiamate alla nostra redazione per avere qualche positivo riscontro sulla questione che, con il trascorrere dei giorni, ha purtroppo assunto un aspetto ancor più complicato vista l’emergenza sanitaria che prevede la massima attenzione sulla pulizia. “Sono profondamente indignata – questo lo sfogo della signora Teresa Lagonia residente in una delle zone interessate nel quartiere Lido – per il silenzio calato intorno alla gravità della vicenda e per la totale assenza di assistenza alla popolazione costretta a ricorrere all’acqua imbottigliata persino per lavarsi”.

Ci saremmo aspettati – dichiara ancora – almeno la fornitura di acqua potabile tramite autobotte comunale. Invece nulla! Soprattutto nessuna comunicazione, né risposte da parte delle autorità competenti alle richieste dei cittadini, seppur informali, rispetto alle cause del problema e per i tempi della sua risoluzione”. Questo, dunque, lo sfogo della signora Lagonia che, per l’appunto, ne segnala le difficoltà e il mancato approvvigionamento con autobotte nella sua via, vedendo la problematica dal punto di vista dei cittadini, parere che deve essere sempre ascoltato.