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Al Centro Calabrese di Solidarietà una tre giorni di lavoro sul progetto “AperTI”

Incontro con le beneficiarie e i beneficiari delle iniziative per l'integrazione socio-economica

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Accompagnamento al lavoro e a tirocini presso aziende, sostegno temporaneo alle spese per l’alloggio nei casi in cui sia necessario spostarsi dal luogo di residenza, educazione alla cittadinanza e ai diritti: sono questi i principali servizi offerti ai titolari di protezione internazionale, usciti dai circuiti di accoglienza da non oltre 18 mesi, dal progetto “AperTI – Autonomia per Titolari di protezione Internazionale attraverso l’integrazione socio-economica” (PROG-3256), finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito del FAMI (Fondo europeo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020).

Il Centro Calabrese di solidarietà è un dei centri partner territoriali della Fondazione Fondaca di Roma (Ente Capofila), che ha preso in carico i destinatari individuati, e che secondo un approccio personalizzato ha disegnato percorsi su misura per ognuno di loro con l’ausilio di orientatori, mentori, agenzie per il lavoro accreditate, docenti.

Nei giorni scorsi, nel CCS ha fatto tappa il percorso socio-culturale, che insieme ai percorsi di orientamento, mentoring e inserimento lavorativo, costituiscono le principali azioni dell’approccio integrato che caratterizza il Progetto AperTI: nella sede degli uffici della Presidenza in via Lucrezia della Valle si è tenuto l’incontro con le beneficiarie e i beneficiari residenti in regione Calabria.

Nel corso della giornata il gruppo di lavoro, coordinato dalle operatrici di Fondaca, Fondazione per la cittadinanza attiva, e del Centro Calabrese di Solidarietà, è stato messo in evidenza come le dimensioni della cittadinanza (appartenenza, diritti e doveri e partecipazione alla vita comune) si manifestino in azioni e pratiche quotidiane di ciascuno e ciascuna. Con l’occasione sono state approfondite alcune questioni e tematiche care alle cittadine e cittadini stranieri residenti in Italia come l’importanza della conoscenza della lingua italiana, le procedure per il ricongiungimento familiare e la necessità di trovare un lavoro per fornire l’autonomia e l’integrazione nel contesto sociale del territorio di in cui vivono.

C’è da ricordare che il progetto AperTI si propone, in particolare: di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con la collaborazione delle reti di imprese coinvolte le quali consentiranno la messa a punto di un quadro mirato di fabbisogni di manodopera richiesti dalle aziende sia nei territori che in specifici distretti industriali e di servizi; di attivare una qualificata azione di esperienza concreta di cittadinanza, intesa come un meccanismo di inclusione nella comunità che ha nella appartenenza, in termini di status e identità, nei diritti e doveri e nella partecipazione le sue componenti essenziali. attraverso le seguenti principali attività o Analisi dei fabbisogni dei destinatari e progettazione piani individuali per l’autonomia o Definizione di progetti individuali per l’inserimento socio-lavorativo e socioculturale o Attivazione di percorsi individuali per l’inserimento socio-lavorativo: tirocini, inserimento lavorativo o Attivazione di percorsi individuali per l’inserimento socio-culturale: conoscenza e frequentazione della cultura e delle istituzioni, esperienze di cittadinanza attiva.

Sempre nell’ambito del progetto, al Centro Calabrese di solidarietà si è svolto anche un interessante confronto sul tema “Costruire reti solidali con i rifugiati Presa in carico, mentoring e iniziative di cittadinanza attiva Esperienze, opportunità, prospettive in Calabria Catanzaro”. Con la coordinatrice del progetto “AperTi”, Cristiana Alfonsi (Fondazione Cittadinanza Attiva, Roma) si è discusso anche delle azioni di mentoring in favore dei rifugiati presi in carico dal progetto “AperTi”, Marinella Marino (Associazione Mentore, Roma); dei primi bilanci delle adesioni dei rifugiati e la necessità di creare reti in Calabria, con Katia Vitale (Centro Calabrese di solidarietà, Catanzaro). Hanno partecipato alla discussione: Angela Robbe, esperta, già Assessore al Lavoro e alle Politiche sociali della Regione Calabria e Franco Lucia, dirigente della CIA

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