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La vita da giudice e la sua fede in Gesù, convegno a Gimigliano foto

“Gesù l’evento che cambia la storia. La fede come esperienza: un confronto con la vita del giudice Rosario Angelo Livatino e la proposta di Azione Cattolica”

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Nel pomeriggio di ieri, 19 novembre, presso la chiesa Ss. Salvatore di Gimigliano, si è tenuto il convegno dal titolo: “Gesù l’evento che cambia la storia. La fede come esperienza: un confronto con la vita del giudice Rosario Angelo Livatino e la proposta di Azione Cattolica”. Quest’ultimo, organizzato dalla Pro Loco di Gimigliano e dalle Parrocchie Gimigliano, ha visto la partecipazione, con interventi volti a raccontare la vita nella fede del magistrato, di alcuni soci dell’Azione Cattolica della diocesi di Catanzaro-Squillace. Per di più, hanno preso la parola: l’assistente unitario diocesano, Don Ferdinando Fodaro, alcuni membri del settore giovani diocesano e Paolo Piccinini, nella doppia veste di consigliere adulti diocesano ed incaricato regionale adulti.

Il messaggio nascosto dietro la figura di Rosario Livatino

Al di là del semplice racconto della biografia del beato Rosario Livatino, la finalità dell’incontro era quella di capire meglio il messaggio nascosto dietro la figura del magistrato beato. Infatti, i relatori si sono soffermati in maniera approfondita sul suo rapporto con la fede e come, quest’ultimo, abbia indirizzato la sua vita. Per di più, ciò che è emerso dalla conversazione è riassumibile nella frase che Livatino era solito utilizzare sotto forma di sigla puntata: Sub Tutela Dei (“Sotto la tutela di Dio”). Ciò perchè, vivere nella fede significa sentirsi liberi e, quindi, avere la certezza che il Signore ci tutelerà, qualsiasi decisione stabiliremo di prendere.

“Una storia che deve essere presa d’esempio da tutti i giovani”

Come dichiarato al termine dell’incontro dal presidente della Pro Loco, Francesco Scalzo, la storia del magistrato, considerato come un vero e proprio martire, deve essere “d’esempio per tutti i giovani”. Ed inoltre ha aggiunto, riferendosi alle parole del vice-presidente giovani diocesano di Azione Cattolica Manuel Cafasi, “c’insegna cosa significhi essere credenti ma, soprattutto, credibili

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